L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 16 novembre 2016

NoMuos - la Regione Sicilia potrebbe immediatamente sospendere in autotutela le autorizzazioni e porre la parola fine alla vicenda

Il Comitato No Muos all'attacco: nel mirino la Regione e gli USA

di Redazione
16/11/2016

“Avanti nonostante il giudizio di revocazione davanti al Cga e un ricorso alla Cassazione”. Gli attivisti si scagliano contro l’operatività delle antenne satellitari

NISCEMI - Il Comitato No Muos ha pubblicato domenica scorsa un comunicato nel quale dichiara: “Il Muos di Niscemi è operativo. Come se l’opposizione popolare fosse acqua passata, come se non ci fosse un giudizio di revocazione davanti al Cga e un ricorso alla Cassazione sul dissequestro, come se in questi giorni non si stesse celebrando un processo penale davanti al tribunale di Caltagirone per abuso edilizio. Il retroammiraglio Becker, responsabile di intelligence e sistemi spaziali del Pentagono, ha dovuto ammettere i meriti del nostro movimento: la nostra lotta ha ritardato e resa inoperativa la base per lungo tempo, ‘accecando’ il sistema satellitare in quella eterna zona di guerra che è il Mediterraneo”.

“Dopo il dissequestro del tribunale del Riesame - prosegue la nota - il Muos è tecnicamente pronto. Certo, non è ancora operativo sul campo ma ormai, volendo credere alle parole di Becker, è una questione burocratica”.
Gli attivisti No muos hanno attaccato anche il Governo siciliano. “Se l’ufficiale statunitense - si legge nel comunicato - può liquidare così la questione è anche grazie alla compiacenza della Regione Sicilia, e del suo presidente Rosario Crocetta, che potrebbe immediatamente sospendere in autotutela le autorizzazioni e porre la parola fine alla vicenda e invece, sempre a voler prendere per buone le parole dell’ammiraglio, preferisce ‘lavorare con gli Usa’ per facilitare la costruzione del Muos”.

Il Comitato ha anche annunciato, alla fine della nota, che non intende arrendersi. “Mentre gli Stati Uniti costringono il mondo a quell’insensata tifoseria tra il peggio e la catastrofe che sono le elezioni, ribadiamo forte che per noi la lotta è tutt’altro che chiusa. Continueremo a batterci per la completa smilitarizzazione della Riserva Sughereta di Niscemi, della Sicilia e dell’Italia”.

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