L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 6 novembre 2016

NoTav - la disobbedienza è una forma di lotta attuale e praticabile, DOBBIAMO avere la capacità di farla nostra, estenderla qualitativamente e quantitativamente, implementarla su tutto il possibile

TORINO. Pasionaria No Tav a domiciliari, disobbedienza continua

NO tav

Per tutta la vita ha insegnato greco antico. Ore e ore passate dietro la cattedra, a spiegare la difficile grammatica di Omero con ferrea disciplina. Adesso che è diventata il simbolo della “disobbedienza civile” No Tav, come la chiamano gli oppositori della Torino-Lione, Nicoletta Dosio non si rassegna però a certe regole. Ed anche ora che il suo arresto è stato convalidato, ed è tornata agli arresti domiciliari da cui era evasa, annuncia che continuerà a rifiutare obblighi e imposizioni dei giudici.
Perché quella nei confronti del movimento contrario alla nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità – sostiene – non è altro che “pura repressione”.
Il prossimo 23 novembre la prof., capelli rossi e cane con cappottino No Tav al seguito, sarà processata per evasione.
Giovedì scorso, nonostante fosse ai domiciliari, ha preso parte ad un sit-in organizzato davanti al tribunale in occasione di un’udienza del maxi processo a 53 No Tav. L’ennesima “ribellione” di questa settantenne, indagata per una delle tante manifestazioni in Valle di Susa sfociate in parapiglia, che si era già rifiutata di presentarsi ai carabinieri per ottemperare prima all’obbligo di firma e poi all’obbligo di dimora a cui era stata sottoposta.
“La mia evasione vuole essere una nuova tappa della lunga resistenza collettiva praticata dal movimento No Tav contro il partito trasversale degli affari”, ha spiegato più volte la ‘pasionaria’ No Tav, per la quale gli avvocati Emanuele D’Amico e Valentina Colletta chiederanno il rito ordinario. Il popolo No Tav della Val Susa, che l’ha eletta a suo simbolo, parla di “una udienza ridicola”, “teatrino di una inequivocabile stanchezza”: quella della procura che – sottolineano – “riesce solo a proporre di spostare i domiciliari” dalla sua abitazione alla Credenza di Bussoleno, la taverna che da quando è in pensione gestisce col compagno Silvano.
Ed è proprio tra i tavoli del locale, e non ai domiciliari, che con ogni probabilità tornerà questa sera la Dosio che, incassata anche la solidarietà di Rifondazione Comunista, si appresta a partecipare alla presentazione del nuovo libro dei Wu Ming ‘Un viaggio che non promettiamo breve, 25 anni di lotta No Tav’. “Una serata che si prevede molto affollata – sostengono gli organizzatori – partecipiamo numerosi. Avanti No Tav!”.(ANSA).
GTT/

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