L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 14 novembre 2016

Renzi corrompe pur di vincere il Referendum, indice di inaffidabilità, non può essere un capo di governo dobbiamo mandarlo via

La "corruzione elettorale" in Calabria

14:11 Andrea Urbani,


È gravissima la notizia, riportata da “Il Corriere della Calabria”, di un accordo tra il sottosegretario Luca Lotti e il governatore Mario Oliverio, volto ad allargare il consenso sulla riforma costituzionale in vista del referendum del prossimo 4 dicembre. Si tratterebbe di uno scambio: Oliverio garantirebbe l'appoggio elettorale delle sue truppe e il governo sposterebbe altrove i commissari Massimo Scura e Andrea Urbani, levandoli dalla gestione della sanità regionale. Stiamo verificando se ci siano gli estremi per il reato di corruzione elettorale, nel qual caso procederemo con i nostri legali. In ogni caso, al di là dell'aspetto penale, c'è una truffa gigante a danno dei calabresi, perché il baratto politico avviene nell'ambito della riorganizzazione della sanità calabrese, sulla pelle dei cittadini. Finora i commissari sono stati inamovibili per il governo, che ne ha difeso coi denti e con fantasie inenarrabili la nomina del 2015, illegittima per manifesta violazione di legge. A Scura e Urbani è stato permesso tutto, anche grazie al teatro giornaliero di Oliverio, che, ormai affezionato alla recitazione, ha finto di lottare contro i due commissari, pur senza mai impugnarne decreti fondamentali. L'avrà fatto per indurre un loro immobilismo su quella legge immonda che ha allungato la durata dei commissari delle aziende sanitarie? Di questa storia Lotti dovrà rispondere in parlamento e Oliverio dovrà chiarire oggi stesso, oppure si dimetta.

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