L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 12 novembre 2016

Renzi non è solo un cialtrone bugiardo ma certi suoi atti sono vomitevoli, questo individuo non può governare l'Italia

LA POLEMICA

Battaglia sugli italiani all’estero
La lettera di Renzi diventa un caso


Polemica sulla lettera ai 4 milioni di italiani all’estero in cui si spiega come votare per il referendum e si invita a scegliere il Sì. Il PD respinge le accuse: «legge rispettata, Bersani fece lo stesso». I comitati del No chiedono un incontro al capo dello Stato

di Alessandro Trocino



Fanno discutere la lettera a 4 milioni di italiani all’estero annunciata dal ministro Maria Elena Boschi, e firmata da Matteo Renzi, e la denuncia interna alla Farnesina sul rischio brogli, rivelata dal Fatto quotidiano e risalente al 2013 (?!?!). Nella missiva firmata da Renzi, come segretario del Pd, una brochure di due pagine a cura del comitato Basta un Sì già spedita, si spiega che la riforma costituzionale «è un altro tassello per rendere più forte l’Italia». Nella lettera, tra foto del premier con vari capi di Stato e di governo, si spiega come votare entro l’1 dicembre e si invita al Sì. Ma i comitati del No chiedono un «incontro urgente» al capo dello Stato e al ministro degli Esteri per denunciare quello che Paolo Romani, capogruppo azzurro alla Camera, chiama «uno sgarro istituzionale», «un reato, roba da Procura» per Renato Brunetta. C’è «confusione tra il ruolo istituzionale di premier e l’interesse di parte» per Alfiero Grandi e Domenico Gallo (comitato No). Grillo invita in un tweet a «distruggere la lettera di #SpamPd», riecheggiando l’allarme-confusione di Danilo Toninelli: «La lettera arriverà insieme alle schede elettorali per il voto».

«Questa lettera l’hai scritta tu?»

Si riaccende la polemica interna al Pd. Miguel Gotor, della minoranza, invita ad «affrontare la questione». E Chiara Geloni si chiede dove Renzi abbia trovato i 4 milioni di indirizzi. Stefano Esposito replica con un link: «Gotor, questa lettera di Bersani agli italiani all’estero l’hai scritta tu? Basta polemiche per evitare merito». E anche David Ermini ricorda la lettera analoga spedita da Bersani nel 2013, oltre che da Silvio Berlusconi. A difesa del premier, Ettore Rosato spiega: «Il Pd agisce, come sempre, rispettando le leggi e le regole, in questo caso pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n. 71 del 2014». Cioè il provvedimento del Garante della privacy in base al quale l’elenco dei cittadini italiani residenti all’estero aventi diritto al voto è accessibile e utilizzabile da parte di partiti e singoli candidati a fini di propaganda elettorale. Dal partito specificano che il Pd «si fa carico» di tutto «dal punto di vista finanziario». Intanto il No va in piazza con Matteo Salvini che convoca i suoi 300 sindaci a Firenze per oggi; Stefano Parisi lo ignora e continua nel suo tour MegaWatt, Energie per l’Italia. Il M5S percorre in treno l’Italia con Alessandro Di Battista. Per il Sì arrivano 150 firme, c’è la regista Cristina Comencini e le scrittrici Susanna Tamaro e Chiara Gamberale. Il segretario generale della Cei, Nunzio Galantino, non ha ancora deciso: «Mi sto informando». Per Ixè l’affluenza alle urne sale al 61% (+3% in una settimana). Si allarga la forbice tra il No e il Sì: dal 39 a 38% di sette giorni fa, al 40 contro 37%.

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