L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 7 novembre 2016

Roma, Metro C - iniziata nel 2007 25 km ad oggi 2016 fatti 19 km, maggior parte in superficie. Costo valutato 3 miliardi, ad oggi spesi 3,7 miliardi

CAOS CAPITALE

Renzi attacca Raggi sulla Metro C Lei risponde dal blog di Grillo
5 Novembre 2016



Guai a dire che Beppe Grillo e Davide Casaleggio guidano, nell'ombra, il comune di Roma. Virginia Raggi lo ha spiegato in tutti modi: lei è indipendente, decide lei e al massimo si confronta con i leader del MoVimento 5 Stelle. Sarà, ma di certo è curioso che il giorno dopo l'approvazione dell'ordine del giorno della maggioranza che boccia la ricapitalizzazione e avvia di fatto l'iter per la chiusura di Roma Metropolitane, la sindaca abbia deciso di spiegare le sue ragioni, sul blog di Grillo.

Certo, Raggi era già intervenuta in aula durante il dibattito sull'ordine del giorno. Ma perché scrivere un lungo "comunicato" sul blog e solo dopo sui propri canali ufficiali come la pagina Facebook? Ah, saperlo. In ogni caso la posizione della sindaca è netta: "Roma Metropolitane nasce come stazione appaltante per la costruzione e gestione dell’appalto della Metro C. La nuova linea metropolitana avrebbe dovuto collegare la periferia Est con il centro storico ed arrivare fino a piazzale Clodio. Sarebbe dovuta costare 3 miliardi per una lunghezza di 25 km, invece è costata 3,7 miliardi. E solo per i primi 19 km che, tra l’altro, sono i più facili perché la maggior parte costruiti in superficie. Come se non bastasse, si tratta di una società che continua a generare perdite e che a nostro avviso ha fallito il suo obiettivo ed il suo scopo sociale".

"Ci troviamo, dunque, davanti ad una alternativa - prosegue -: approviamo il bilancio attraverso la creazione di un debito fuori bilancio o no? In questo lungo periodo, la società ha eroso il suo patrimonio netto per coprire il debito, rendendolo negativo. Il Codice Civile sottolinea che quando il patrimonio di una società è al di sotto del minimo e quindi il capitale sociale è al di sotto del minimo, la società si ricapitalizza oppure si deve trasformare o altrimenti va in liquidazione. Noi non ci sentiamo di avallare questo vergognoso sperpero di denaro pubblico; sia chiaro non ricapitalizzeremo. Poi siamo pronti a valutare qualsiasi soluzione. Resta fermo che il nostro obiettivo è che la Metro C arrivi ai Fori Imperiali nel più breve tempo, possibilmente prima del 2021. E valuteremo se e come proseguire anche per la tratta successiva. Lavoriamo per i cittadini. E vigileremo contro ritardi e sprechi".

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