L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 9 novembre 2016

Sistema Bancario Italiano alla frutta e Renzi ci ha messo moltissimo di suo. Banche Popolari, ChiantiBanca, Banca Etruria, Bail-in, Monte dei Paschi di Siena, Jp Morgan,

E IO PAGO! (cronaca di una storia annunciata dove le istituzioni se ne lavano le mani)
Scritto il 8 novembre 2016 alle 09:56 da Danilo DT


La DEBOLEZZA del sistema. Le associazioni di categoria si dimostrano sempre più deboli, rimbalzando a terze parti tutte le responsabilità. Il risultato è semplice: sale il costo per il salvataggio delle banche italiane. Il conto lo pagherà come sempre il risparmiatore. E poi c’è il bail-in, i crediti deteriorati e Basilea 4…

Siamo sinceri dai, era ovvio ma ora almeno che ce lo siamo sentiti dire niente poco di meno che da Patuelli dell’ABI ne abbiamo la certezza. Chi paga alla fine il conto delle banche italiane in crisi? Chi subirà rincari per l’inasprimento di Basilea 4? Chi subirà incremento dei costi a causa della normativa sul bail-in?Sicuramente il solito buon vecchio Pantalone, ovvero il risparmiatore.
Per carità, Patuelli saluta con successo l’incremento dei mutui erogati negli ultimi mesi (anche se al netto celle surroghe i numeri hanno sempre un aspetto differente) ma ammette anche che la “festa sta per finire” anche sotto questo punto di vista. E non basteranno tassi a zero. Sarà Basilea 4 a frenare le erogazioni delle banche.


(…) Nei primi nove mesi l’erogazione di prestiti per l’acquisto di abitazioni nel Paese è salita di quasi il 40%, rileva l’Abi, e «segnali ancora più positivi emergono per le nuove erogazioni». (…) Il capitale attuale Cet1 (il parametro che misura la solidità degli istituti di credito sul capitale più solido) delle banche dell’euro è di 1.574 miliardi e con Basilea 4 dovrebbe arrivare a 2.433 miliardi: un aumento del 55%. (…) La conseguenza potrebbe essere una frenata nell’erogazione di prestiti alle famiglie e alle imprese. (…)

Ma non solo questo potrebbe frenare nuovamente il credito e quindi l’operatività tradizionale delle banche (che quindi non contribuirebbero certo a far circolare la moneta). C’è ancora un tassello fondamentale. E’ il conto di cui parlavamo prima. Se pensiamo che sia finita qui, ci sbagliamo di grosso. Prendete ad esempio il post di ieri su MPS e capirete che il Calvario per le banche italiane non è ancora finito.

(…) Ciò che ora pende sul sistema bancario, ha detto Patuelli, è però il conto per le banche salvate e da salvare (che ha già influito sull’aumento di alcuni conti correnti, peraltro). È in arrivo, dice infatti, «una nuova fattura di conguaglio» a tutte le banche italiane per il salvataggio dei quattro istituti di credito (Etruria, Marche, Carichieti e Cariferrara) finiti in risoluzione lo scorso anno e la cui procedura di cessione non è andata fino a ora a buon fine. Patuelli sottolinea come ai costi già sostenuti lo scorso anno dal sistema bancario si aggiungerà una ulteriore somma dovuta appunto alla necessità di coprire gli oneri del Fondo di Risoluzione. (…)

Ecco che quindi è arrivata chiarissima quella che abbiamo definito come la “socializzazione delle perdite”: le cose vanno male, anzi malissimo? Per evitare il peggio, si preferisce far pagare ad ogni risparmiatore o cittadino un pezzo di quel prezzo. Guardatevi intorno. MPS non riesce a mettere dei punti fermi sul suo aumento di capitale. Le quattro Good Banks continuano ad essere alla ricerca di un compratore. Inoltre la normativa è stringente e non permette di fare tutto quello che si vorrebbe. Ma questo è relativo ai bubboni già scoppiati. E per le altre banche? Ecco che quindi si torna a parlare di bail-in.

(…) «Comincia a venire il dubbio che la normativa sul bail in sia stata adottata troppo presto — ha detto Sabatini —, senza che le banche europee avessero abbastanza passività da sottoporre» a questo meccanismo di salvataggi dall’interno. «Entro la fine del 2017 è prevista una revisione del Brrd (la normativa europea sulla risoluzione delle crisi bancarie) per valutare le passività utilizzabili per il rispetto dei nuovi parametri — ha poi argomentato il direttore generale dell’Abi —. Il tema dei crediti deteriorati esiste, ma è sovrastimato. Cederli oggi a prezzi di mercato crea un buco che le banche dovrebbero recuperare con aumenti di capitale. C’è un’eccessiva pressione da parte della vigilanza Ue. (…)

Questa è una denuncia chiarissima e secondo me indifendibile sullo stato qualitativo delle banche italiane. E si va a riprendere la problematica che abbiamo già discusso: il prezzo di dismissione dei crediti deteriorati. Il sistema vorrebbe disfarsi di tali crediti a prezzi che sono fuori mercato che però ritiene corretti. Ma se non si trovano acquirenti a quei livelli (tali investitori sono per forza “squali”) come se ne uscirà fuori? Ma la perla finale di Patuelli è regalata ai risparmiatori.

(…) Patuelli ha poi detto che i risparmiatori colpiti dalle norme sul bail in «possono rivolgersi alla Corte Costituzionale», chiedendo se la misura europea è compatibile con la Costituzione italiana. Che tutela espressamente il risparmio. (…) (Source) 

Ah ecco, mi sembra un appello commovente. L’ABI e gli organismi nazionali di tutela del risparmio, consigliano per questo “nobile fine” di appellarsi alla Corte Costituzionale. Proprio commovente direi. E’ già tanto che LORO non si sono appellati al Quinto emendamento.
Comunque sia, tutto suona come un modo per “lavarsene le mani”, responsabilizzare terze parti finendo addirittura nel vittimismo. Cosa pretendiamo allora di difenderci dagli artigli dell’austerità del Nord Europa quando a difenderci abbiamo un pugno di associazioni che (sarò elegante per ovvi motivi) non fanno il loro lavoro come dovrebbero?
Prossima fermata: MPS. E sarà un interessante “turning point” per capire quanto debole sia il settore bancario italiano e con esso le istituzioni che lo rappresentano.

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