L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 7 novembre 2016

Stati Uniti - l'elezioni non poteva non essere un evento in cui la Strategia della Paura non facesse sentire il suo ululato e come sempre l'Isis passa attraverso Rita Katz

USA 2016 cresce la paura: ISIS minaccia massacri l’8 novembre
7 Novembre 2016

Scritto da Davide Serpieri



L’8 novembre gli elettori americani si recheranno alle urne per decidere se il prossimo inquilino della Casa Bianca sarà Donald Trump o Hillary Clinton. Nessuno dei due, comunque, risulta una figura rassicurante per quanto riguarda la politica estera, almeno apparentemente. Il tema ISIS è ancora caldo e rischia di diventare bollente a giudicare dalle ultime notizie e indiscrezioni provenienti da Rita Katz, direttrice di SITE Intelligence Group, la quale ha dichiarato su Twitter che lo Stato Islamico ha inoltrato le sue minacce agli States per il giorno dell’8 novembre. 

In breve, l’ISIS avrebbe non solo esortato i cittadini americani di religione musulmana a non recarsi alle urne l’8 novembre, ma ha chiamato anche al massacro degli elettori americani. USA Today ha riferito di un manifesto di ben 7 pagine dal titolo “The Murtadd Vote“, in cui si analizza il voto americano da una prospettiva politico-religiosa. Per ciò che concerne la politica estera, riferita in particolare all’Islam e alla comunità musulmana, la considerazione finale è che la vittoria del Partito Repubblicano o del Partito Democratico non cambierebbe assolutamente nulla.

Su Twitter Rita Katz ha riportato alcuni frammenti del manifesto, ponendo i riflettori su come l’ISIS stia incitando i miliziani a condurre attacchi alle urne contro gli elettori americani. L’obiettivo finale consisterebbe nell’interruzione del processo elettorale e nel rifocalizzare l’attenzione dei media sullo Stato Islamico.

Ovviamente l’attenzione negli USA resta altissima: le autorità federali stanno infatti passando in rassegna tutte le informazioni che hanno a disposizione sui potenziali attacchi che potrebbero colpire gli Stati Uniti d’America alla vigilia del voto. Anche l’FBI ha tenuto a precisare come i gruppi di sicurezza anti-terrorismo siano ben vigili sulla situazione e pronti a difendere la patria da eventuali attacchi. Che per ora, tuttavia, restano solo nella sfera delle minacce propagandistiche come tante altre ce ne sono state in occasione di importanti eventi mediatici.

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