L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 14 novembre 2016

Trump non è gestito dalle Consorterie Guerrafondaie Statunitensi ed Ebraiche e questo li spinge ad inscenare le proteste

Proteste contro Trump, Fusaro spiega: "Per i supermagnati come Soros è un pericolo reale"

14 novembre 2016 ore 13:14, Americo Mascarucci



"Donal Trump è il rappresentante di una fase transitoria che preparerà la strada all'avvento di un nuovo socialismo. George Soros e i grandi magnati della Finanza lo considerano un pericolo e per questo stanno sollevando le piazze contro di lui".

Il filosofo Diego Fusaro spiega ad Intelligonews cosa si nasconde dietro le violente proteste anti-Trump, chi le sta aspirando e perché.


Fusaro, contro Trump da giorni negli Usa si stanno susseguendo proteste di piazza con scontri e feriti in varie città. Che sta succedendo?


"E' molto semplice. I signori della finanza stanno facendo le rivoluzioni colorate in casa loro per la prima volta, dopo averle esportate in tutto il mondo per destabilizzare i paesi non allineati. Adesso stanno cercando di destabilizzare Donald Trump e il suo futuro governo in quanto non allineato ai supermagnati del globalismo finanziario che avevano puntato sull'imperialista Hillary Clinton".

Quindi c'è la mano di George Soros che, come molti sostengono, dopo aver finanziato la campagna della Clinton ora punta ad abbattere Trump prima ancora che possa insediarsi?

"Mi pare evidente, anche perché la mobilitazione delle piazze è ridicola dal momento che Trump è stato eletto con un voto democratico. Dietro certe mobilitazioni, così come dietro le rivoluzioni colorate, c'è sempre stata la mano della finanza come nel caso dell'Ucraina".

Che dovrebbe fare quindi Donald Trump?

"Innanzitutto dovrebbe denunciare queste proteste per ciò che sono realmente, ossia tentativi dei poteri finanziari di delegittimare il voto degli americani. E' l'attacco delle lobby contro la democrazia". 

Ma come ci si può difendere dagli attacchi di queste lobby?
"Bisogna deglobalizzare creando limiti politici al mercato, va ripristinata l’etica dello Stato affinché questo torni a disciplinare l’economia e ponga al centro di tutto la democrazia rispetto al mercato".

E Trump sarà in grado di fare ciò?
"Trump ha vinto perché ha saputo intercettare il consenso degli sradicati, della nuova plebe. Pur non essendo un socialista ha saputo incarnare le aspettative e gli interessi di un popolo e di un ceto medio che si sentono vittime del globalismo e che auspicano un nuovo e diverso sistema economico. Credo che Trump rappresenti una fase di transizione. Movimenti come il suo prepareranno il terreno all'avvento di un nuovo socialismo".

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