L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 14 novembre 2016

Unicredit pronta ad essere regalata agli stranieri compresi i risparmi

Unicredit studia un’emissione azionaria da 10-13 miliardi


Pubblicato il 12/11/2016
Ultima modifica il 12/11/2016 alle ore 22:06

Una maxi emissione azionaria tra 10 e 13 miliardi di euro per finanziare l’aumento di capitale. A questa ipotesi starebbe lavorando Unicredit. È quanto riferisce il sito di Reuters il quale cita diverse fonti vicine al dossier. 

In particolare, secondo una delle fonti, l’amministratore delegato di Unicredit, Jean Pierre Mustier, punterebbe ad una emissione azionaria «in doppia cifra» che dovrebbe arrivare a 13 miliardi di euro. L’emissione azionaria superiore ai 10 miliardi sarebbe ben accetta dai regolatori anche se i principali azionisti potrebbero essere costretti a ridurre le loro quote. Unicredit interpellata non commenta. 

In questi giorni Mustier sta conducendo una revisione di tutti gli asset in vista della presentazione del suo piano il prossimo 13 dicembre. Nei primi nove mesi il gruppo di Piazza Gae Aulenti ha visto l’utile salire di quasi il 15% a 1,8 miliardi, mentre ha registrato nel trimestre, un calo di quasi il 12% (sullo stesso periodo dello scorso anno) a 447 milioni di euro. Migliorato il capitale. Nel frattempo Unicredit ha ceduto il 30% di FinecoBank ed è in trattativa «con potenziali acquirenti» per vendere Pioneer Investments. 

Tra i pretendenti per l’asset management, che ha duemila dipendenti in 28 Paesi e un patrimonio gestito di circa 225,8 miliardi di euro, ci sono Poste in sinergia con Cdp e Anima, Ameriprise (attraverso la controllata in Uk Threadneedle), la francese Amundi e gli australiani di Macquarie. Mentre sembrerebbe più sfumata la posizione degli inglese di Aberdeen, interessati alle sole attività negli Stati Uniti. 

Sulla ricapitalizzazione è pronta ad intervenire anche la Fondazione Cariverona che è il primo socio italiano con il 2,7%, precisando però «di voler vedere prima i numeri».

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