L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 23 dicembre 2016

Banca Etruria - Il Consiglio Superiore della Magistratura, che ha ingoiato le menzogne del Rossi sul fatto che questi non conosceva il Boschi, quando invece ne aveva fatto archiviare quattro, quattro inchieste; è prodigo di solidarietà nei confronti di Fanfani e Palamara amici del Rossi che ha incappato nell’ennesimo procedimento di accertamento di fatti contestatogli

Caso Rossi, il Csm si schiera con gli amici del Pm

Il Consiglio rinnova la fiducia a Fanfani e Palamara, giudici del fascicolo sulla garçonnière


Solidarietà. Ieri il Csm va in fibrillazione per l'articolo del Giornale che parla del caso Rossi.

Il procuratore Roberto Rossi con Marco Donati (Pd)

E i consiglieri si schierano con i colleghi sotto i riflettori: Giuseppe Fanfani e Luca Palamara. Roberto Rossi, il procuratore della Repubblica di Arezzo, ha un legame collaudato con i due: l'ex sindaco di Arezzo Fanfani, avvocato e oggi presidente della Prima commissione dell'organo di autogoverno della magistratura, l'ex numero uno dell'Anm Palamara.
Incroci. Coincidenze. Suggestioni, ma anche rapporti cementati dalla consuetudine. Nulla di male, solo il Giornale sottolinea che la prestigiosa coppia Fanfani-Palamara guida l'organismo, appunto la Prima commissione, chiamato ad affrontare nelle prossime settimane l'imbarazzante vicenda della garçonnière.
Per la precisione, fra il 2010 e il 2011 Rossi aveva le chiavi di una appartamento che frequentava con le sue amiche, avvocatesse secondo la vox populi. Una casa situata nei dintorni di Arezzo e occupata da Rossi per un anno e mezzo, a quanto risulta, senza versare un euro per il canone e le spese condominiali. Quella storia, irrilevante dal punto di vista penale, potrebbe diventare una macchia sul prestigio e il curriculum che dovrebbe essere al disopra di ogni sospetto, voce o gossip.
La Prima commissione esaminerà la vicenda su input del Comitato di presidenza che ha aperto il dossier. Il Giornale, dopo aver raccontato tutti i passaggi della storia che molti ad Arezzo conoscevano da anni, si concentra sulla Prima commissione. Fanfani è stato il primo cittadino di Arezzo, la città di Rossi, prima di approdare nel 2014 a Roma. Ma, in un interminabile gioco di specchi, è anche considerato l'avvocato di riferimento di Banca Etruria, l'istituto di credito oggi al centro dell'indagine avviata dal pm. Palamara, invece, è stato al timone dell'Anm fra il 2008 e il 2012, nello stesso periodo Rossi era nella giunta dell'associazione.
Fatti. Non opinioni. Utili per comprendere il contesto in cui matura il procedimento che potrebbe chiudersi con l'archiviazione oppure con il trasferimento di Rossi per incompatibilità ambientale.
Questa è la trama. Ma a Palazzo dei Marescialli l'articolo non passa inosservato. Anzi, suscita qualche malumore. Viene interpretato da più un consigliere come un attacco preventivo, a freddo, alla credibilità dei consiglieri e più in generale dell'istituzione. E allora il plenum vira su quel tema e si apre con un dibattito che è in sostanza un atto di fiducia verso Palamara e Fanfani.
In verità il Giornale non si è mai permesso di mettere in dubbio la correttezza e le capacità dei due, ma ha solo ricostruito una rete di relazioni, peraltro legittime.
Dopo le vacanze finalmente si passerà all'esame della vicenda: relatore il togato Aldo Morgigni.

http://www.ilgiornale.it/news/politica/caso-rossi-csm-si-schiera-amici-pm-1344990.html 

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