L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 16 dicembre 2016

Circo Mediatico in tilt, in affanno su tutti i fronti, usano strumenti inadeguati e il passa parola diventa virale svergognandolo

Giulietto Chiesa: "Cia e Putin, fascismo e forconi: sono bufale e nervosismo d'èlite"

15 dicembre 2016 ore 16:39, Andrea De Angelis

Ha ragione la Cia quando dice che Putin ha influenzato la campagna elettorale negli Stati Uniti a vantaggio di Donald Trump? E hanno ragione certi giornali italiani che utilizzano termini quali "squadrismo" e "fascismo" per commentare quanto fatto dai forconi davanti a Montecitorio? IntelligoNews lo ha chiesto allo scrittore Giulietto Chiesa che, come sempre, ha detto la sua in modo chiaro...

Ci sarebbero delle prove incontrovertibili, almeno secondo Nbc News: Putin in prima persona ha interferito nelle elezioni americane, indicando come far trapelare e utilizzare il materiale hackerato ai democratici. La verità o è fantapolitica?
"Assolutamente è fantapolitica, questa è la mia risposta univoca. Un'accusa per Putin equivalente a quella di aver ucciso Anna Politkovskaja. Sono grandi bufale preparate per tempo truccando le carte. Nella migliore delle ipotesi si tratta di un fake, cosa di cui gli americani sono particolarmente ferrati. Nella peggiore delle ipotesi si tratterà di una fantasia che servirà a far fare un certo numero, direi decine di migliaia di titoli alle riviste occidentali. In entrambi i casi non c'è da credere a questo".

Perché?
"Perché Putin è uomo di grande intelligenza ed esperienza. Queste cose qui non solo non le può fare, ma solo un imbecille le può considerare credibili. Tutto lì, è molto semplice. Il mio è un ragionamento sulla base dell'esperienza".

Vi è però una divergenza di vedute tra Cia ed Fbi. 
"Questo è il segno di una lotta politica dura negli Stati Uniti d'America che, attenzione, dura da molto tempo. Lì non c'è un solo gruppo dirigente, ma uno scontro fortissimo tra due o più ipotesi di gestione della crisi degli Usa. La campagna elettorale che ha portato alla vittoria di Donald Trump è esattamente un risultato temporaneo e parziale di questo scontro. La cosa che appare evidente, questo l'ho già ripetuto anche con voi, è la crisi profondissima dell'America". 

Giulietto Chiesa: 'Cia e Putin, fascismo e forconi: sono bufale e nervosismo d'èlite'
Spostiamoci in Italia. Il caso Forconi-Osvaldo Napoli ha visto usare, verso quello che possiamo definire movimento, dei termini quali "squadristi" e "fascisti". Un utilizzo appropriato? Sul loro sito si parla di "resistenza" al potere, perché in Italia si usano ancora quei termini? In questo caso è giusto?
"Credo che c'entri poco. Lo considero una reazione nervosa delle èlite politiche, dove metto anche i giornalisti accreditati sulle televisioni nazionali. Una reazione in parte sbalordita, in parte appunto nervosa a quello che sta accadendo sotto i nostri occhi. Questo modo di gestire la crisi sta aprendo una sollevazione del Paese. La classe politica non è capace di capire che c'è un limite oltre il quale si solleverà una rivolta". 

Se non ci fossero stati i 5 Stelle si sarebbe già scesi in piazza? Grillo e Casaleggio hanno un po' gestito il disordine?
"Francamente non lo so, è un'ipotesi difficile da fare. Il Movimento 5 Stelle ha interpretato una parte di questa rivolta, di questo sdegno sociale contro la classe politica. L'ha interpretata bene, tant'è vero che ha preso il 25% dei voti. Ora la sta interpretando male perché non è capace di andare avanti. Non ha il respiro e l'antagonismo per farlo". 

Cosa significa questo?
"Vuol dire che altre forze entreranno in campo".

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