L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 24 dicembre 2016

Comune di San Lazzaro - la magistratura complice delle consorterie massoniche mafiose politiche del corrotto Pd, oltre la beffa ora vogliono il danno. La giustizia che diventa ingiustizia


l’archiviazione dell’indagine sulla «colata»

Idice, ora Legacoop invoca
«un risarcimento morale»

Critelli prova a mediare: «Capisco lo sfogo delle persone coinvolte, ma spero che ora possa prevalere la saggezza»

 Rita Ghedini e Simone Gamberini, presidente e direttore di Legacoop Bologna Rita Ghedini e Simone Gamberini, presidente e direttore di Legacoop Bologna
BOLOGNA - Hanno fatto passare un giorno, per godersi fino in fondo la fine dell’inchiesta sulla Colata di Idice. Ore spese anche a riflettere, ponderare bene le parole da usare. Alla fine quelle scelte sono durissime, un attacco frontale alla sindaca di San Lazzaro Isabella Conti, che con la sua denuncia diede il via ad un’inedita querelle giudiziaria tra pezzi del Pd, amministratori e cooperatori.
Per la presidente di Legacoop Bologna Rita Ghedini e il direttore generale Simone Gamberini, tra i sette indagati di quell’inchiesta, si è trattato in realtà di altro, di «un attacco alla reputazione di Legacoop Bologna», organizzazione «che rappresenta oltre 180 imprese in cui lavorano 50 mila persone». A questi lavoratori, scrivono in una lunga nota i due, «va indirizzato un risarcimento morale». Si aspettano le scuse della Conti, ben convinti che non arriveranno dopo «gli incessanti attacchi di chi ha continuato ad accusare e denigrare, anche dopo la richiesta di archiviazione della Procura». 

I vertici di Legacoop hanno in mente l’intervista al vetriolo che Conti rilasciò il giorno in cui i pm bolognesi chiesero di archiviare tutto. «Noi siamo i buoni, quelli per bene, siamo gli anticorpi», ripeteva la sindaca. Che ieri è tornata di nuovo alla carica, limitandosi però a riportare alcuni passaggi della richiesta di archiviazione firmata dal procuratore capo Giuseppe Amato, laddove descriveva i comportamenti, le frasi e gli atteggiamenti «accertati » da parte degli indagati «che risultano deprecabili». 

Ma ieri tutta Legacoop ha voluto manifestare la sua vicinanza a Ghedini e Gamberini. «So bene quanto abbiano sofferto per accuse che ledevano gravemente la loro onorabilità e la reputazione della Lega delle Cooperative», il commento del presidente regionale Giovanni Monti. «Le loro azioni e i loro comportamenti sono sempre stati guidati dalla trasparenza e dall’impegno per la legalità», ha aggiunto il presidente nazionale Mauro Lusetti. Ora c’è da capire come si muoverà Legacoop, se intende chiudere qui la faccenda o se è pronta a querelare Conti. Due degli indagati archiviati, il sindaco di Castenaso Stefano Sermenghi e l’ex sindaco di San Lazzaro Aldo Bacchiocchi, non hanno escluso questa ipotesi. Certo è che una richiesta risarcitoria riaprirebbe lo spinoso conflitto tra le coop e il Pd. Conflitto che la Federazione di via Rivani ha tutta la voglia di lasciarsi alle spalle. «Capisco lo sfogo personale delle persone che sono state coinvolte perché hanno attraversato un periodo difficile — ha detto ieri il segretario provinciale del Pd, Francesco Critelli — non sta a me entrare nel merito delle decisioni che prenderanno i diretti interessati, il mio auspicio è che possa prevalere da parte di tutti la saggezza». Critelli prova anche a riavvicinarsi alla sindaca di San Lazzaro, dopo che i rapporti tra i due si erano raffreddati anche perché tra gli indagati alla fine c’era pure il tesoriere dem Carlo Castelli. La decisione del la sindaca di bloccare il maxi complesso edilizio, ribadisce Critelli, «fu una scelta corretta che abbiamo sostenuto e che oggi non rinneghiamo». Diverso è il discorso invece per alcune delle presunte minacce e pressioni che la sindaca ritenne di aver subito, ma che per il segretario del Pd possono essere state oggetto di «fraintendimenti».


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