L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 31 dicembre 2016

E' il Sistema massonico mafioso politico del corrotto Pd che come una cappa impedisce all'Italia di respirare, tutto quello che fanno è favorire gli stranieri, le clientele, consorterie, clan, famigli, cordate, succhiando soldi al restante paese

“Pacco, doppio pacco e contropaccotto”

30/12/16
Era il titolo di un film di Nanni Loy, la cui trama era la seguente: due fratelli che tentano di acquistare sottobanco da venditori ambulanti due costose macchine fotografiche rubate, vengono paccheggiati tre volte in pochi minuti, ricevendo ogni volta dei mattoni in cambio di denaro.
E mi è ritornato spontaneamente in mente quando questa mattina ricevo da un amico che lavora in Ethiad la lettera a sua volta da lui ricevuta dal loro CEO che dice, in sostanza che dopo l’acquisizione di alcune compagnie aeree europee si rende ora necessario un ridimensionamento con tagli del personale, in virtù di una resa inversa a quanto sperato.
A qualche lettore potrà quindi venire il dubbio che io abbia spedito una lettera alla rivista sbagliata, perché vi occupate di Difesa e quetsa storia non ha nulla a che fare con l’ambiente militare. In parte il dubbio può essere legittimo, ma a mio avviso la Difesa ha un punto in comune con certe aziende di caratura nazionale: l’essere entrambe attività STRATEGICHE. Una nazione, infatti, può essere neutralizzata e soggiogata in due modi: impedendole la possibilità di avere un sistema di Difesa militare, oppure impossessandosi della sua capacità imprenditoriale di alto livello.
Proprio questo secondo caso è, a mio avviso, quello dell’Alitalia e che ci riporta ad Ethiad.
Ben inteso: Alitalia è in buona compagnia. Di aziende strategiche nazionali passate a proprietà estera ce ne sono un bel po’ (per non dire tutte tranne due).
“Pacco, doppio pacco e contropaccotto”, quindi.
PACCO: probabilmente c’è qualcosa anche di precedente a ciò che sto per dire, ma la mia memoria non si spinge oltre i tempi di Umberto Nordio e dell’IRI. Chi si prese il “pacco”? I contribuenti (ovviamente).
“DOPPIO PACCO”: ricordo un certo “prestito ponte” fatto dal governo Berlusconi per salvare l’Alitalia. Non so bene quale significato venga dato a Roma (intesa come Montecitorio e Quirinale), ma il Dizionario Garzanti alla parola “prestito” dà questo significato: somma di denaro ottenuta o concessa per un periodo di tempo determinato, con impegno di restituzione da parte del debitore, con o senza interessi>> Quindi da restituire. E la domanda sorge spontanea: è mai stato restituito? La sensazione è quindi che nuovamente il “pacco” (anzi, il “doppio pacco”) se lo siano preso nuovamente i contribuenti.
“CONTROPACCOTTO”: Se l’è preso l’Ethiad ? Ma manco per il cavolo! Se lo stanno prendendo per la terza volta (del resto non c’è due senza tre>>) i contribuenti. Un articolo di oggi de “La Stampa” (v.articolo) dice già nel titolo che le solite banche (fra cui una che non naviga esattamente in acque serene) sono pronte ad intervenire. Quindi prima o poi un bel decreto salva-banche con i soldi dei contribuenti e non se ne parla più.
Se così fosse, il titolo a suo tempo scelto da Nanni Loy andrebbe però aggiornato, perché questa volta ai contribuenti toccherà pure prendersi il “DOPPIO (o TRIPLO) CONTROPACCOTTO”!
In che senso ? Beh tutti sanno la storia dell’Airbus A340-500 di Renzi, perché è finita su tutti i media. In un’intervista TV, prima del referendum ho sentito l’ex-Presidente del Consiglio convincere il gornalista Marco Damilano sulla scelta fatta, perché a detta sua, nei viaggi istituzionali di un premier ci può essere un seguito di centinaia di imprenditori per aprire nuove opportunità per il nostro paese. Vero, ma io al suo posto avrei utillzzato un B767 già in forza all’Aeronautica Militare, o al limite avrei affittato un velivolo ad hoc al momento. Ma io sono solo un contribuente e non un premier.
Invece, e per tornare all’argomento, alla data attuale non ho ancora sentito nessuno fare la considerazione sul fatto che il canone di locazione di quell’Aeroplano da versarsi all’Ethiad, moltiplicato per la vita residua di quello stesso invendibile gioiello dà per totale una cifra significativa e che suscita grande interesse se confrontata con quanto dovuto tirar fuori dalla Ethiad per portarsi a casa Alitalia ed un famoso manager spesso ridicolizzato da Crozza.
Quindi, se il mio ragionamento non è sbagliato, chi in Italia paga le tasse il “Contropaccotto” se lo sta già prendendo, dal momento che quel canone di locazione e i suoi costi di esercenza da “quadrimotore intercontinentale” vengono pagati con denaro pubblico. Se poi ci sarà un futro decreto salva-banche (70 anni di storia dell’Alitalia dimostrano che non può che essere una voragine di debiti) ecco lì anche il “DOPPIO CONTROPACCOTTO)
Detto questo, mi scuso per aver “invaso” il campo militare e spero che non ve ne abbiate a male se mi firmo unicamente come “Un contribuente”, ma in questo paese chi dice le cose come stanno fa una brutta fine.
Ed io, come oltre un centinaio di altri, sono già vittima dell’esplosione di vari “pacchi” tutti consegnati insieme dall’Alitalia. Se vorrete approfondire anche questo tema leggete qui.
Buon 2017!
Un contribuente

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