L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 29 dicembre 2016

Monte dei Paschi di Siena - la Bce vuole affossare l'Italia e il governo fantoccio neanche se ne rende conto, continua a essere servo degli euroimbecilli

Due o tre cose che so del mondo 
 
 
di Edoardo Varini

5 miliardi, 8,8, 20 miliardi, infinito

28 Dicembre 2016 - 17:40

Il cadavere inizia a puzzare troppo. Al punto che nessuno se ne vuole occupare. Prima per tenere in vita Mps bastavano 5 miliardi, così almeno fino alle 21 del giorno di Santo Stefano. Poi è arrivato il comunicato di Mps in cui si diceva che era giunta richiesta alla banca di una ricapitalizzazione di almeno 8,8 miliardi di euro, dal momento che il fallimento della soluzione di mercato per l'Istituto comportava maggiori garanzie monetarie.

Soros, quando un paio di mesi fa gli giunse la richiesta di auto da parte dell'amministratore delegato del Monte, Marco Morelli, dev'essersi fatto una grassa risata.

Lo stesso nulla dicasi del fondo sovrano del Qatar, di cui mai si sono sapute le modalità e le ragioni dell'ipotetico interessamento.

Da fine novembre ad oggi gli «attivi immediatamente disponibili» della banca, primariamente i depositi, si sono dimezzati. Ora si spera di rimpinguarli sostituendo al rischio Mps il rischio Italia: come se il rischio Italia fosse qualcosa di appetibile per un investitore assennato.

Il caos regna sovrano, e la BCE stessa prima di parlare non si chiede che cosa debba fare davvero l'Istituto senese per riprendersi ma come nascondere agli italiani che la rovina del Paese è dietro l'angolo.

A presto.

 http://www.linkiesta.it/it/blog-post/2016/12/28/5-miliardi-88-20-miliardi-infinito/24990/

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