L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 2 dicembre 2016

Monte dei Paschi di Siena, sono anni che dobbiamo nazionalizzarla e questo governo, e quello precedente e quello precedente si sono rifiutati nel nome del neoliberalismo, oggi lo chiediamo sommessamente, euroimbecilli eravamo, euroimbecilli siamo

Mps, Tesoro ha chiesto all’Ue di nazionalizzarla

2 dicembre 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Il governo italiano ha chiesto a Bruxelles la possibilità di salvare Mps con soldi pubblici. Stando alle indiscrezioni del Corriere della Sera l’Italia che avrebbe chiesto alla Commissione Europea la possibilità di ricapitalizzare Mps con aiuti statali.

Al momento il Tesoro, socio al 4% del capitale della banca travagliata, ha avviato colloqui con l’organo esecutivo europeo per stabilire la misura della partecipazione al bailout senza incorrere in aiuti di Stato, ma c’è anche la richiesta di procedere alla nazionalizzazione della banca se l’operazione di rafforzamento patrimoniale dovesse fallire.

La buona riuscita dell’operazione è legata anche all’esito del referendum costituzionale. Con una crisi politica, che potrebbe aprirsi come conseguenza della vittoria dei No alle riforme, gli investitori privati sarebbero reticenti a correre rischi comprando equity di banche quotate italiane in un periodo di crisi per diversi gruppi protagonisti del comparto bancario.

Stando alle indiscrezioni, il Ministero dell’Economia sta ancora discutendo con la Commissione Ue su B.Mps almeno su due aspetti, dei quali il primo riguarda l’ipotesi che il previsto aumento di capitale da 5 miliardi si faccia sul mercato. In quel caso si tratta di stabilire in che misura lo Stato, oggi primo socio di Siena al 4%, possa comprare le azioni di nuova emissione della banca senza che ciò sia considerato a Bruxelles sussidio pubblico e faccia scattare le perdite per gli obbligazionisti.

L’altro tema dei colloqui del Tesoro a Bruxelles, secondo persone a conoscenza del caso, sarebbe una richiesta già depositata di autorizzare un pieno aiuto di Stato, per una nazionalizzazione che potrebbe dover essere lanciata già la settimana prossima. Tale ipotesi resta attuale, benché nelle dichiarazioni ufficiali di ieri il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti l’abbia esclusa.

In Borsa l’andamento è altalenante e tendente al ribasso: dopo un avvio positivo i prezzi ora scambiano in calo dell’1,31% a 20,34 euro. I minimi di seduta sono stati testati alle 9.45 circa, in area 20,2588.

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