L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 31 dicembre 2016

Putin non cade nella infantile provocazione delle Consorterie Guerrafondaie Statunitensi ed Ebraiche

Usa-Russia, Giulietto Chiesa: "In corso una guerra ibrida americana, trappola per Trump"

30 dicembre 2016 ore 12:57, Andrea De Angelis

Colpo di coda di Barack Obama che, nell'annunciare le nuove sanzioni alla Russia per gli attacchi hacker durante le elezioni, ha ordinato l'espulsione di 35 diplomatici russi, impiegati in attività di intelligence, definiti "persone non grate". Inoltre il presidente ha dato istruzioni al dipartimento di Stato di chiudere due compound in Maryland e New York "che sono usati da personale russo per attività collegate a operazioni di intelligence". Non si è fatta attendere la risposta della Russia. Promettendo di rispondere a ciascun "atto ostile", Mosca ha già adottato la prima misura concreta, ordinando la chiusura della la scuola anglo-americana di Mosca, frequentata dai figli del personale delle ambasciate Usa, britannica e canadese, ma anche da ragazzi di altre nazionalità. Chiuso anche l'accesso alla residenza di vacanza dell'ambasciata Usa a Serebryany Bor, vicino a Mosca. IntelligoNews ne ha parlato con lo scrittore Giulietto Chiesa...

Come definisce l'espulsione di Obama, una vendetta?
"Non è una vendetta soltanto, ma un'operazione politica che tende a usare, a mio avviso molto scorrettamente, gli ultimi giorni di una presidenza per predeterminare la situazione in cui dovrà agire il presidente eletto. Per correttezza colui che se ne sta andando non dovrebbe prendere decisioni di grande portata, perché altrimenti condiziona il successore. Questa è una decisione che sta cercando di condizionare l'unica scelta che Trump ha mostrato fino ad ora con chiarezza, cioè la volontà di migliorare i rapporti con la Russia di Putin". 

Putin ha risposto chiudendo una scuola anglo-americana. Finirà qui o ci saranno altre ritorsioni? (la scuola non è mai stata chiusa è propaganda del Circo Mediatico occidentali)
"La situazione è molto grave, non è affatto uno scambio di sgarbi. Grave perché asimmetrica: nessun ambasciatore americano è stato ucciso in un luogo pubblico, nessun aereo americano è stato abbattuto mentre si alza in volo da un aeroporto americano, mentre dall'altro lato chiude una scuola. Mi pare che sia non simmetrica la situazione. Si tratta di vere e proprie dichiarazioni preventive di una guerra ibrida che è già in corso e che proviene evidentemente da parte americana". 


Usa-Russia, Giulietto Chiesa: 'In corso una guerra ibrida americana, trappola per Trump'
 
Perché?
"Perché la Russia non fa altro che ribadire la propria sovranità rispetto ad azioni che sono palesemente ostili da parte degli Stati Uniti".

Quindi cosa farà Putin?
"Non credo che faccia niente, aspetterà. Probabilmente una parte dei funzionari americani a Mosca saranno espulsi, (nessuno funzionario sarà espulso) come misura di normale ritorsione diplomatica. Ma più in là non si andrà". 

Quali sono gli effetti per Trump? Obama lo sta mettendo in difficoltà, oppure Trump dal 20 gennaio volterà semplicemente pagina?
"La situazione è difficile da capire perché tutto questo che si manifesta come uno scontro tra Obama e Putin in realtà è uno scontro tra Obama e Trump. O meglio, tra i democratici e Trump. Quindi uno scontro interno agli Stati Uniti. Per questa ragione io ritengo che Putin non farà nulla, il primo a sapere che la battaglia è interna agli Stati Uniti è Putin. Salvo che ovviamente non si debba difendere". 

Assad intanto chiede all'Europa di "togliere l'embargo" perché così "aiuta i terroristi". Dietro queste scelte di Obama c'è il timore verso l'asse Putin-Erdogan-Assad che potrebbe iniziare a piacere all'Europa? C'è il rischio che l'Europa si sposti più verso la Russia? 
"Obama sta cercando di forzare la situazione per forzare gli europei. Questo scontro interno agli Stati Uniti si riproduce evidentemente anche in Europa. Le elite europee, che si sono schierate sempre senza alzare un sopracciglio sulla linea americana, adesso si trovano spiazzate da molti fattori. Dalla debolezza americana alla sconfitta statunitense in Siria, nonché dalla nuova alleanza Mosca-Ankara-Teheran. L'America della Clinton e di Obama vuol far sapere all'Europa che non ci saranno modificazioni di comportamento. Bisognerà vedere se le attuali leadership europee staranno sulla linea precedente o cercheranno di adeguarsi, lo scopo dell'operazione Obama è esattamente questo". 

Nessun commento:

Posta un commento