L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 24 dicembre 2016

Renzi il bugiardo seriale vuole convincere se stesso che è diventato altro


Lorenzo Saliu
23 Dicembre 2016

Matteo Renzi Chi?

In questi giorni gli appassionati lettori di appassionanti riviste come Chi? hanno avuto la delizia e la rara opportunità di dare un’occhiata all’interno del carrello della spesa di Matteo Renzi, il presidente più trasformista della storia d’Italia
redazione cagliaripad,
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In questi giorni gli appassionati lettori di appassionanti riviste come Chi? hanno avuto la delizia e la rara opportunità di dare un’occhiata all’interno del carrello della spesa di Matteo Renzi, il presidente più trasformista della storia d’Italia.
 
Lo abbiamo conosciuto alla Leopolda come il leone in maniche di camicia, arrotolate per dare l’idea dell’uomo dinamico pronto a “fare”. Lo abbiamo compatito con il giubbotto in pelle durante l’intervento alla trasmissione “Amici” condotta da Maria De Filippi. Lo abbiamo conosciuto per davvero con il famoso augurio del “Bersani, stai sereno”. Lo abbiamo subito in tutte le salse nei 1.000 giorni del governo Renzi.
 
Oggi, fresco di schiaffo alle urne, deve reinventarsi per proporsi in maniera credibile alle prossime elezioni. Elezioni, o più probabilmente un nuovo “governo di responsabilità”. Un prossimo reincarico da parte di quel Presidente della Repubblica che ormai fa le veci del popolo italiano facendosi le proprie urne personali. E occhio, quando un politico parla di “responsabilità” sta pensando a quale marca di vaselina farti comprare.
 
Sembra incredibile ma la politica di questi ultimi trent’anni è stata capace di distruggere tutte le parole che ha utilizzato per auto celebrarsi. Pensate a quanto suonino inadeguate nei discorsi dei vari politici parole come fiducia, responsabilità, valori, onestà, impegno. Gente convinta che ripeterle come un mantra sia sufficiente a far cambiare atteggiamento a chi le ascolta o fa finta di ascoltarle. Non si rendono conto che i loro discorsi sono, alle nostre insensibili orecchie, acqua fresca che scorre senza lasciare segno.
 
Ma torniamo a settimanale Chi? diretto dal vendibilissimo genio della comunicazione Alfonso Signorini (genio senza ombra di ironia ndr). “Chi?” è il giornale di chi ama farsi i fatti degli altri, specie se famosi o aspiranti famosi (i cosiddetti “morti di fama”), storie inutili di gente inutile scritte da gente che probabilmente ambiva a fare altro. Ad esempio ci sono articoli dedicati dell’ex GF7 (leggi ex concorrente del Grande Fratello 7) che se la fa con uno degli “amici di Maria” (leggi concorrente del programma “amici” condotto da Maria De Filippi). Non mancano mai articoli dedicati ai tronisti,  alle sofferenze d’amore di Belen o a quanto sia figo e incompreso Lapo Elkan.
 
Hai capito che si tratta di un settimanale destinato a crani gonfiati ad aria compressa, a cervelli sotto spirito con targhetta Ab Normal o, nell’unica possibilità che ritengo decorosa, ad anziani spesso soli che trovano in questo genere di lettura un po’ del conforto e dell’affetto famigliare spesso negato.
 
Ma dicevamo di Renzi, che ci fa il buon Matteo su Chi?. Naturalmente campagna elettorale. Se si ha la bontà di guardare anche su Internet le immagini di Matteo e della dolce sposa Agnese, scattate all’interno di un supermercato di Pontassieve, si nota subito il finto taglio da foto “rubata”.
Immaginate un fotografo appostato per giorni sotto una montagna di carciofi spinosi o acquattato furtivamente tra i banchi del pesce sperando che il premier si rechi proprio lì a fare la spesa. Immaginate l’emozione di vederlo spuntare tra i banchi dell’ortofrutta, ignaro che mani bramose di scoop siano intente a pigiare in modo compulsivo il pulsante di scatto. Immaginate la sorpresa della coppia nel vedersi immortalati a loro insaputa durante una delle attività più care e “più care” per gli italiani, la spesa.
 
Il titolo dell’articolo è fantastico: da premier a casalingo. Sottotitolo: torniamo in mezzo alla gente, sul territorio (…) si comporta come un vero uomo di casa attento anche ai prezzi.
 
Nel testo dell’articolo, oltre alla mirabolanti ed interessantissime notizie circa la composizione del carrello della spesa di Renzi, apprendiamo con un certo stupore che papà Renzi è solito rimboccare le coperte agli adorati figli. Quanta tenerezza… se mio padre a 15 anni mi avesse rimboccato le coperte probabilmente invece di Chi? avrei chiamato il pronto soccorso pensando a un suo serio decadimento cognitivo. Ma questa è un’altra storia, mio padre evidentemente non è un ex presidente del consiglio e io non sono il figlio ficcato usa insaputa nel mezzo di una nuova campagna elettorale. 
 
Qual’è il messaggio che vogliono passare? Siccome io, Matteo Renzi, faccio la spesa in un modesto supermercato di provincia, non sono cambiato e sono pronto a dimostrartelo facendo la spesa come un poveraccio, un poveraccio proprio come te. Votare per credere. 
 
Eccolo lì Matteo, sulle rive dell’Arno, ad aspettare che passi il cadavere di Gentiloni. Non si rende conto che quella che scorre non è acqua. Per essere liquida è liquida, ma è maleodorante, limacciosa, scura. Non è né altissima né purissima, insomma è merda. Caro Matteo fatti un tuffo e diventa per davvero uno di noi. Nuotare per credere.
 

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