L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 25 dicembre 2016

Roma, prima ci hanno spolpato e ora lo scaricano sulla Raggi, ci hanno lasciato 15 miliardi di debiti e una città che fa fatica a essere l'ombra di se stessa


 

23 dic 2016
Virginia Raggi
by redazionetre


Virginia Raggi ha problemi su problemi: prima il passo indietro della sua assessora Paola Muraro perché indagata dalla Procura di Roma e poi l’arresto di Raffaele Marra. Sono tutte situazioni che hanno messo fortemente in bilico la posizione della Sindaca, soprattutto l’ultimo aspetto. “Se mi chiamano sono pronta ad andare in Procura”: così la Raggi, all’inaugurazione di un centro di accoglienza per donne vittime di violenza. La Sindaca ha poi sottolineato la disponibilità a collaborare con la Procura di Roma sull’inchiesta che vede coinvolto l’ex capo del personale del Campidoglio Marra.

La Prima Cittadina sta cercando, tra mille difficoltà e insidie, di rimettere in piedi una città che è stata completamente devastata da anni di cattiva gestione della cosa pubblica. Questi arresti e questi passi indietro sicuramente non aiutano ma lei è pienamente consapevole che nulla hanno a che fare con la sua Amministrazione e con i cambi che ha messo in atto (Pinuccia Montanari all’Ambiente e Luca Bergamo come Vice sindaco) potrà andare più veloce di prima nel rimettere in piedi questa città.

Gestire una città come Roma non è semplice e la Raggi lo sta sperimentando sulla propria pelle con inchieste giudiziarie che fanno traballare le mura capitoline. Dopo tutte queste problematiche la Raggi si è chiusa nel suo bunker e sta cercando di ripartire perché il lavoro da portare avanti è davvero tanto e governare Roma è come governare una nazione, un paese intero e tutto questo è, come sottolineato più di una volta, un vero e proprio banco di prova per poi andare a governare l’Italia. Proprio per questo motivo al fianco della Raggi sono scesi tutti i big del Movimento: da Luigi Di Maio ad Alessandro di Battista, tutti uniti per dare aiuto e supporto alla “chiamatemi semplicemente Virginia”.

http://www.farodiroma.it/2016/12/23/virginia-raggi-e-le-difficolta-romane-scendono-in-campo-i-big-del-movimento/

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