L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 3 dicembre 2016

Stati Uniti, lavori precari e salari da fame

Stati Uniti: il tasso di disoccupazione è ai minimi dal 2007 ma a deludere è la non crescita dei salari

Scritto il 2 dicembre 2016 alle 16:36 da Redazione Finanza.com




L’US Bureau of Labor Statistics (BLS) ha comunicato che, nel mese di novembre, sono stati creati, nei settori non agricoli, 178 mila nuovi posti di lavoro, dato lievemente inferiore alle aspettative del consensus (+180k).

Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,6% dal 4,9% (nuovi minimi dal 2007). Riviste le cifre dei mesi precedenti (-2 mila posti di lavoro rispetto alle stime precedenti). Il dato di settembre è stato rivisto al rialzo a +208k (da +191k), quello di ottobre al ribasso a +142k (da +161k).

Il tasso di disoccupazione giovanile si attesta al 15,2%, disoccupazione donne (4,2%), bianchi (4,2%), afroamericani (8,1%), asiatici (3,0%), ispanici (5,7%). Deludente è stata invece la (non) crescita dei salari. Su base mensile i salari sono scesi dello 0,1% (consensus +0,2%), su base annuale sono saliti del 2,5% (aspettative +2,8%).

Valutazione
Cifre contrastate sul mondo del lavoro. Ha deluso molto la debole crescita dei salari tuttavia compensata dal forte calo del tasso di disoccupazione.

Riteniamo che le cifre macro non possano modificare in modo particolarmente significativo le probabilità di un rialzo dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve nel prossimo meeting di dicembre. Ormai il mercato sconta con una probabilità superiore al 90% che la Yellen possa incrementare il costo del denaro di 25 punti base nelle prossime settimane.

L’amministrazione di Barack Obama si conclude con un tasso di disoccupazione ritornato ai livelli pre crisi finanziaria, confermando che la politica monetaria ha avuto un ottimo successo sulla stabilizzazione del mondo del lavoro ma non sul piano della crescita delle attività economiche. Dal 2017 toccherà alle politiche fiscali ultraspansive di Trump il compito di rilanciare la crescita economica.

Dopo il meeting dell’OPEC e i dati sul mondo del lavoro americano tutta la comunità finanziaria si concentrerà ora a seguire l’esito del referendum costituzionale italiano. Anche per il cambio eurodollaro potremmo assistere a importanti variazioni. Ci aspettiamo un forte ribasso del cambio in caso di vittoria dei NO (calo ancora più forte nel caso in cui Hofer vincesse le presidenziali austriache).

FILIPPO A. DIODOVICH
Market Strategist IG

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