L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 2 gennaio 2017

ChiantiBanca - degli sconosciuti hanno pagato degli operai per fare un lavoro pericoloso per far pubblicità alla medesima banca. Fateci ridere

Pubblicità su Loggia, non è stata ChiantiBanca a installare le insegne

Striscioni appesi senza permesso. Il direttore tenta la scalata poi chiama i vigili
del fuoco e i carabinieri. La banca aveva consegnato le due insegne agli organizzatori ma non sapeva che dovevano essere montate sulle colonne

di Marzio Fatucchi

Sono spuntate dopo le cinque del pomeriggio di venerdì 30 dicembre. Nessuno aveva fatto caso alla scala necessaria per appenderle così in alto. Due pubblicità di Chiantibanca, appese alle colonne della loggia dei Lanzi. In piena piazza Signoria. La foto ha cominciato a girare sui social fino a quando il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt non è stato avvertito. E nonostante l’influenza, si è vestito e si è precipitato in piazza della Signoria insieme a tutti i funzionari disponibili delle Gallerie e il direttore Antonio Godoli. Lui stesso pareva non crederci. Sotto a quelle due strisce di carta bianca e verde ha esclamato: «Ma come è possibile una cosa del genere?». Quindi, dopo essersi ripreso dallo choc, si è subito attaccato al telefono per chiamare i carabinieri, tanto che in piazza sono arrivate pure alcune alte cariche dell’Arma.
La telefonata ai vigili del fuoco
«Questa è una cosa che va contro la legge, l’articolo 52 del codice dei Beni Culturali. Nessuno ci ha chiesto autorizzazione a esporle e comunque non l’avremmo data. È inammissibile», tuona Schmidt mentre cerca di capire chi abbia potuto mettere quelle due pubblicità senza autorizzazione e senza che nessuno abbia provato a fermarli. Poi la seconda telefonata: ai Vigili del Fuoco. Le due insegne infatti erano troppo alte per poter essere raggiunte dalla scala che è presente nei magazzini delle gallerie. Ma prima di chiamare i Vigili del Fuoco il direttore ha tentato in tutti modi di usare quella scala ma alla fine ha dovuto desistere dopo che gli stessi funzionari gli hanno fatto presente che non sarebbe stata un’operazione in sicurezza. «Faremo sicuramente denuncia per quanto avvenuto — spiega il direttore — non potremmo farla noi direttamente ma dopo l’esposto ai carabinieri sarà il magistrato a procedere d’ufficio». Ma chi ha messo quelle insegne? Ci sono solo ipotesi, discusse anche tra i funzionari e lo stesso Schmidt. Per il concerto di Capodanno la Loggia dei Lanzi è stata il «palco» dell’orchestra diretta dal maestro Lanzetta, che allieterà i presenti con musica e balli. Erano pubblicità collegate a quell’evento? Chissà. Intanto Schmidt ha atteso i carabinieri provando a contattare anche il presidente di ChiantiBanca Lorenzo Bini Smaghi, mentre da Palazzo Vecchio uscivano i vigili per informarsi di quanto stesse accadendo.
La replica di ChiantiBanca
Come è possibile che nessuno si sia accorto dell’arrivo del camioncino che ha montato le due insegne, in piena piazza Signoria, il 30 dicembre presumibilmente nel primo pomeriggio? E chi ha deciso di metterle lì? A ChiantiBanca,sponsor del concerto del Maestro Lanzetta, era stato chiesto di preparare due striscioni ma le era stato fatto vedere un rendering in cui le insegne non erano collegate in alcun modo alla Loggia, erano su strutture indipendenti. La banca, amareggiata per quanto successo, aveva consegnato le due insegne agli organizzatori, non spettava a lei montarle. Ma c’è di più. Dagli archivi di internet spunta una foto di alcuni anni fa in cui insegne simili, di un altro sponsor, erano state collocate nella stessa posizione alle stesse colonne. Ma il direttore Schmidt e i suoi funzionari commentavano già il 30 dicembre che non gli risultava autorizzazioni del genere anche in passato. Quello che è certo è che già stata aperta un’indagine dei carabinieri, allertati la stessa notte da Schmid. E che sarà fondamentale per accertare le responsabilità verificare chi ha autorizzato i tecnici della ditta di pubblicità ad arrivare in piazza della Signoria e a installare le insegne.

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