L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 12 gennaio 2017

Decadentismo degli Stati Uniti - con gli imbecilli non si va da nessuna parte, anzi con gli imbecilli si cade nel burone

McCAIN: “SONO STATO IO” (PER UNA VOLTA NON PUTIN)

McCain  ha ammesso: “Sono stato io a passare il falso documento russo compromettente per Trump”
Era un dossier  di 35 pagine in cui si dice, fra l’altro, che durante un viaggio in Russia nel 2013,   “The Donald” s’era fatto far una “pioggia d’oro”  da prostitute; naturalmente il tutto ripreso dai servizi di Mosca; e questo è il materiale con cui Putin sta ricattando Trump.
Adesso salta fuori il senatore McCain: “Ho ricevuto queste delicate informazioni l’anno scorso, e  le ho  passate al direttore dell’FBI  in quanto incapace di valutarne l’accuratezza”.  In realtà – ha spiegato Carl  Bernstein, il “grande giornalista” del Watergate che liquidò Nixon – mcCain ha ricevuto questo dossier da “un ex agente britannico  del MI6  a Mosca, assoldato da una ditta di opposizione politica a Washington, che faceva   le ricerche per [smerdare]  Donald Trump sia per i candidati democratici, sia per quelli repubblicani ostili a Trump”.
Un materiale rozzamente sbozzato e   inverificabile; ma democratici e repubblicani erano così affamati di qualcosa che potesse compromettere il candidato odiato,  che ci hanno creduto – ci volevano credere – che l’avranno pagato bene. E  l’hanno mandato fino  all’FBI.  E chissà quali altri servizi,  che due giorni fa hanno tirato fuori la storia che Putin non solo aveva influito sulle  elezioni, ma che ricattava il presidente eletto con queste informazioni.
Adesso è addirittura 4Chan, un forum che espande gioiosamente   fake news dichiarate  a  scopo di lucro, a sostenere di aver inventato il dossier  del famoso agente britannico.
“Tutte falsità – pura caccia alle streghe”, ha twittato Trump.
Adesso si spera che McCain si sia tagliato  da solo i testicoli  definitivamente  e scompaia nel cesso della storia da cui proviene;


e  speriamo la lobby del partito repubblicano che ha tramato contro Trump  peggio dei  Podesta  e  di Obama per spingere gli Usa alla guerra con Mosca, si chiuda nel silenzio e nella vergogna.

http://www.maurizioblondet.it/mccain-non-putin/

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