L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 10 gennaio 2017

Governo fantoccio - Il Sistema massonico mafioso politico del corrotto Pd impedirà a Minniti di lavorare, per interessi di bottega

Immigrazione. E’ bastato il realismo di Minniti a ribaltare le politiche di Renzi e Alfano

Pubblicato il 9 gennaio 2017 da Augusto Grandi
Categorie : Politica 
 
Marco Minniti
Marco Minniti

I clandestini, che rappresentano la maggioranza dei migranti sbarcati in Italia? Devono essere rimpatriati. E per evitare nuovi sbarchi bisogna accordarsi con la Libia affinché crei dei centri di controllo non sulle coste del Mediterraneo ma nel deserto, ai confini con i Paesi da cui i migranti entrano in Libia. Pare di tornare indietro di un bel po’ di anni, quando a Tripoli governava Gheddafi e prima che Berlu lo tradisse per far contenti i francesi, gli inglesi e gli statunitensi. Solo che il governo non è più quello del centrodestra ormai sfasciato. E’ la sinistra a condurre il gioco. E’ quel Minniti, ex delfino dalemiano, che ha preso il posto dell’imbelle Alfano. E persino il ministro Pinotti pare uscita dal letargo. Non servivano grandi ragionamenti, solo un po’ di buon senso ed il nuovo ministro dell’Interno sembra esserne dotato, a differenza del predecessore. Un a posizione, quella di Minniti, che crea non pochi problemi. Innanzi tutto a sinistra, dove i numi tutelari delle compagnie di giro che lucrano sui migranti sono insorti contro la proposta di rimpatriare i clandestini. E le cooperative rosse e bianche come faranno a campare? Toccherà mica impegnarsi per andare ad aiutare gli italiani senza tetto, le vecchine con pensione da fame, i disabili? Oppure dovranno seguire l’esempio dei cervelli in fuga e trasferirsi all’estero dove non sanno cosa farsene dei cooperanti italiani e dei volontari a stipendio fisso. Ma il ministro dell’Interno ha creato problemi anche in Forza Italia. Berlu era già impegnato a recuperare il prode Alfano, quello senza quid, pronto ad una nuova alleanza centrista che utilizzasse Ncd (o quel che ne resta) come ponte per un’intesa con il bugiardissimo. Ed ora arriva Minniti a dimostrare che i problemi si possono risolvere, è sufficiente eliminare Alfano e lavorare con competenza. Bella figura per l’ex delfino di Berlu in procinto di tornare a casa. Ma gran bella figura anche per il bugiardissimo. Che, con gli stessi ministri di Gentiloni, non aveva combinato nulla di buono sul fronte del contrasto alla migrazione di clandestini. E vede ora Minniti impegnato a realizzare ciò che il governo del bugiardissimo riteneva impossibile. Magari il nuovo ministro dell’Interno non riuscirà a compiere miracoli, ma almeno ci sta provando. Sordo agli alti lai delle Serracchiani di turno o dei vescovi così distratti sulla sorte degli italiani.

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