L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 12 gennaio 2017

Italia prossimo presente - Sistema massonico mafioso politico che ha la cerniera nel corrotto Pd, e tutto si tiene

L’ombra della ’ndrangheta dietro la rete degli spioni
 
Tra i collaboratori un commercialista condannato in un processo di mafia

 
I fratelli Occhionero





Pubblicato il 12/01/2017

C’è un commercialista romano condannato a cinque anni in un processo di ’ndrangheta tra i collaboratori della Westlands Securities dei fratelli Occhionero.  
********* ******, origini catanzaresi ma residente a Roma, è un personaggio chiave nella vicenda delle infiltrazioni delle ’ndrine nelle attività del porto di Gioia Tauro. Il suo nome compare nelle carte della maxi-inchiesta «Cento anni di storia», condotta dall’allora procuratore di Reggio Calabria - e adesso procuratore capo a Roma - Giuseppe Pignatone. Alla fine degli anni 2000, ****** è uno dei commissari straordinari della All Service, una cooperativa che si occupa della movimentazione delle merci nel porto calabrese. Un grande affare, che fa gola anche alle cosche. ****** «segnala» l’affare a un suo amico avvocato, anche lui calabrese ma residente a Roma, Giuseppe Mancini. Prende così corpo una alleanza tra professionisti e imprenditori romani e le famiglie della Piana. L’ultimo rapporto «Mafie nel Lazio», del luglio scorso, lo racconta così: una «holding del crimine, nelle intenzioni degli stessi boss», che «avrebbe visto operare in sinergia i Casamonica, i Piromalli e la famiglia mafiosa degli Alvaro».  

Mancini «intendeva informare Alvaro (Giuseppe, esponente della omonima cosca, ndr.) dei progetti nell’area portuale di Gioia Tauro, con lo scopo di ottenere alleanze, garanzie e coperture. Nel 2008 sarà la cooperativa Lavoro (che faceva capo all'imprenditore romano Pietro D’Ardes, ndr.) a comprare la All Services ad un prezzo stracciato», scrive ancora il rapporto curato dalla Regione Lazio con Libera. 

Il tutto grazie ai buoni uffici di ******, che per quella vicenda, ****** è stato arrestato nel 2011 e condannato a cinque anni, con condanna confermata dalla Cassazione nel 2014.  

****** - come Giulio Occhionero vicino ad ambienti della massoneria - è anche uno dei sindaci revisori della Westlands Securities, la società dei fratelli Occhionero. È lui che, in una convulsa assemblea della società a fine 2013, evita la decadenza del collegio sindacale dopo le dimissioni degli altri due sindaci. Dimissioni «con effetto immediato» motivate dalla decisione di Giulio Occhionero di trasformare la società da spa a srl, «venuta meno la prospettiva» di «quotarla in mercati regolamentati». E già che ci sono, di portare la sede a Londra.  

****** avvisa però Occhionero che trasferire la sede a Londra «è atto di grave imprudenza, poiché alla società sono stati notificati nel corso del mese di agosto scorso avvisi di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate in materia di Iva ed imposte dirette per svariati milioni di euro». 

Al momento, secondo quanto ricostruito, la procura non ha affidato deleghe d’indagine specifiche sulle vicende societarie degli Occhionero. Il filone delle relazioni dei fratelli Occhionero - dagli affari della Westlands e il legame con ****** fino agli intrecci con la vicenda della P4 - sono gli aspetti sui quali si concentreranno gli accertamenti della procura di Roma. 

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