L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 12 gennaio 2017

lavorare di meno a parità di salario si può

4 giorni di lavoro a settimana per ridurre disoccupazione e stress

11.01.2017 - Il Cambiamento
4 giorni  di lavoro a settimana per ridurre disoccupazione e stress
Lavorare 4 giorni a settimana per ridurre la disoccupazione. Una sorta di “solidarietà espansiva” con l’obiettivo di lavorare meno e lavorare tutti. È la proposta di legge di un consigliere della Regione Emilia Romagna.
Lavorare 4 giorni a settimana per ridurre la disoccupazione. Una sorta di “solidarietà espansiva” con l’obiettivo di lavorare meno e lavorare tutti. Questo il tema della proposta di legge su cui sta lavorando il giurista Piergiovanni Alleva, consigliere della Regione Emilia Romagna, che propone di accorciare la settimana lavorativa per azzerare la disoccupazione, creando in questo modo “un posto di lavoro in più ogni quattro occupati”. E, per attuare il modello in esame, servirebbe tagliare la settimana di lavoro da cinque a quattro giorni sfruttando uno strumento che già esiste, ossia i contratti di solidarietà espansiva, da incentivare e andando poi a coprire le ore mancanti con nuove assunzioni, con un impegno finanziario che per la Regione non sarebbe troppo oneroso. Un ritorno alla riforma sulla settimana corta degli anni Settanta. Un modello che, in caso di successo, potrebbe essere esportato in altre regioni, soprattutto in quelle che hanno grossi problemi di disoccupazione.
Nello scorso aprile dall’altra parte del mondo era venuto fuori il “Modello Venezuela”, una proposta di legge presentata dal fronte di sinistra dell’erede di Hugo Chavez e attuale leader del Partito Socialista Unito Nicolas Maduro che aveva sperimentato la settimana lavorativa a 4 giorni su 7 fino a giugno. In quel caso la riduzione dell’orario di lavoro, possibilmente a parità di salario o almeno senza significative perdite a livello di retribuzione, è una delle soluzioni più radicali alla crisi in corso su scala mondiale.
Senza dimenticare che studi scientifici anche recenti dimostrano che l’aumento della produttività e le ricadute positive sulla salute dei dipendenti rendono l’opzione della settimana corta un antidoto a vecchie e nuove forme di crisi economica.
Qualche tempo fa, l’Huffington Post aveva pubblicato uno studio secondo il quale la ricetta contro lo stress è, appunto, lavorare meno. A dimostrarlo scientificamente è stato uno dei medici più importanti della Gran Bretagna, il presidente della “Faculty of Public Health”. La formula magica per vivere meglio è presto detta: lavorare 4 giorni a settimana, non di più. Secondo il professor John Ashton, adottando questo stile di vita, “le persone possono godersi di più il tempo libero, passare più momenti con la famiglia e ridurre i problemi di pressione che causano malattie anche mentali, dovute a un eccesso di carico di lavoro””. In un’articolata intervista a The Guardian, lo studioso aveva esposto la sua teoria evidenziando che “una cattiva distribuzione del lavoro è causa del peggioramento delle condizioni di salute di molte persone”.
Si ringrazia lo Studio Castaldi per le informazioni

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