L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 9 gennaio 2017

Monte dei Paschi di Siena - se gli insolventi sono i Marcegaglia, i De Benedetti, i Berlusconi devono anche restituire il debito

Banche
Patuelli: "Rendere pubblici i nomi dei grandi debitori delle banche salvate"

Il presidente dell'Abi esprime la propria opinione su Mps e le altre 4 banche, Etruria e c.


Antonio Patuelli

09/Gennaio/2017 - H. 01.34

"Io chiedo a titolo personale che vengano resi noti i primi 100 debitori insolventi delle banche che sono state salvate. E per farlo, penso al varo di una norma di legge sia per le banche risolute sia per quelle preventivamente salvate dallo stato. Bisognerebbe cioè fare un'eccezione alle attuali regole della privacy proprio alla luce del fatto che si tratta di banche nelle quali sul piano della risoluzione o del salvataggio preventivo è intervenuto lo stato o le altre banche e i risparmiatori", ad affermarlo non è Enrico Mentana che da giorni insiste sul Tg7 con la richiesta che Monte dei Paschii di Siena renda noti i nomi dei grandi insolventi con l'istituto senese.

No. Ad affermarlo è il presidente dell'Abi Antonio Patuelli che, in un'intervista a il Mattino. A titolo personale, precisa, "perché non abbiamo avuto il tempo di discuterne ancora all'interno dell'associazione".
"Una norma come quella proposta farebbe più chiarezza e contribuirebbe anche a evidenziare più facilmente i casi di violazione di una norma che si chiama mendacio bancario, attualmente vigente e che si verifica quando qualcuno prende in prestito dei quattrini raccontando cose false alla banca a cui li chiede in prestito. La legittimittà di questa semplice norma, che può essere anche un emendamento, deriva eticamente dal fatto che - osserva Patuelli - se lo stato decide di fare un intervento preventivo, vi può essere un'eccezione alla regola della privacy".

Il ragionamento di Antonio Patuelli non fa una piega. "Lo stesso avrebbe valore nel caso in cui, come avvenuto con il provvedimento del 22 novembre 2015, lo stato ha deliberato di procedere con la risoluzione per le 4 banche in crisi. In quel caso ha costretto i risparmiatori da un lato e tutte le altre banche italiane dall'altro a sacrifici. Per me, è eticamente giusto che si vedano quali sono stati almeno i principali debitori insolventi".

Infine il il presidente dell'Abi fa riferimento al segreto bancario. "A livello etico le ragioni delle normative sulla privacy non sussistono se c'è un intervento preventivo dello Stato o un intervento dello stato per salvare una banca a carico delle altre banche concorrenti e dei risparmiatori. Se si chiede la solidarietà pubblica - sottolinea - non ci può essere la solidarietà degli altri e il vecchio segreto bancario".

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