L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 11 gennaio 2017

Mucchetti si illude che il corrotto Pd si muova verso la Piena Occupazione Dignitosa, la loro euroimbecillità non gli permette attuare strategie per il paese

POLITICA

Mucchetti (PD) a Radio Cusano: “Bene intervento su banche ma è in ritardo di 7-8 mesi per colpa di Renzi”

Banche, Renzi e lavoro. Massimo Mucchetti, Senatore del Pd, non si è tirato indietro ai microfoni di Radio Cusano Campus. Ecco i passaggi più importanti della diretta:
Sul dialogo nel PD. “Renzi non è il Vangelo, anche perché ha infilato una serie di errori significativi. E’ bene sentire cosa dice il segretario, ma poi è bene che il partito rifletta al suo interno e si apra anche all’esterno ascoltando le persone che vogliono bene il Pd”.
Sul lavoro. “Noi abbiamo sempre contestato che il problema dell’Italia fosse fare l’Italicum e le riforme costituzionali, perché la vera emergenza del Paese è il lavoro. Bisogna aprire un nuovo ciclo di investimenti nel Paese che generi lavoro stabile e qualificato. La riforma del mercato del lavoro non ha dato gli esiti sperati perché se gli imprenditori non hanno una prospettiva di poter collocare i propri servizi, non c’è riforma del lavoro che possa spingerli ad assumere. Speriamo che il governo Gentiloni faccia tesoro di questa esperienza”.
Sull’intervento su sistema bancario: “E’ un intervento abbastanza buono, ma che ha il difetto grave di arrivare minimo con 7-8 mesi di ritardo. Finalmente il governo si è deciso ad intervenire nel sistema bancario per evitare dei crack che avrebbero avuto come effetto una reazione a catena, ma c’è voluto che Renzi andasse via da Palazzo Chigi per fare questo provvedimento. Con Mps si è perso tempo per due ragioni: primo perché il governo Renzi non ha capito i termini della questione bancaria in Italia, l’ha affrontato in termini demagogici. In secondo luogo perché c’è stato il referendum e Renzi ha puntato tutto su un’operazione di aumenti di capitale su Mps, il cosiddetto salvataggio privato, che si vedeva ad occhio nudo che non poteva funzionare. Il governo aveva paura di passare come amico delle banche, che è una sciocchezza, un conto sono i banchieri, un conto sono le banche, che servono al Paese”.
Sulle elezioni. “Penso che l’Italia non abbia bisogno di ulteriori campagne elettorali a stretto giro. Credo che il governo debba governare seguendo la Costituzione che non prevede governi a termine, i governi restano in carica finchè hanno la fiducia del Parlamento. Renzi giochi la sua partita insieme agli altri, cerchi di fare delle proposte che stiano in piedi. Non si può dire andiamo a votare a febbraio, il giorno dopo dire andiamo a votare a giugno”.

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