L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 6 gennaio 2017

Roma - Qualche verità qualche falsità - I predatori della città non hanno mai rinunciato e attraverso il Partito dei Giudici, con l'ausilio di tutto il Circo mediatico, danno fuoco alle polveri per sommergere la Raggi di melma, la loro melma

Raggi, è giallo: ecco chi vuole eliminarla e i maxi affari in pentola

raggi giornalisti
Come anticipato nelle scorse settimane da Affaritaliani possono tornare in pista le Olimpiadi

Una bomba ad orologeria sta per essere innescata sotto al Campidoglio? Virginia Raggi ha i giorni contati? E, contemporaneamente, comincia l’assalto dei grandi predoni ai miliardi di danari per opere pubbliche & private, a cominciare dallo stadio della Roma fino ad un clamoroso ritorno delle Olimpiadi? Di tutto e di più nel gennaio bollente che comincia, tra voci, intrighi e veleni. Fanno capolino alcuni “segnali”, vi sarebbe una deadline fissata per febbraio, vi sono tracce di un maxi Fondo, uno degli strumenti oggi di moda tra le finanze creative per lorsignori e letali per le tasche dei contribuenti. E c’è una “gola profonda” che parla scrive www.lavocedellevoci.it a firma del direttore Andrea Cinquegrani: e dettaglia uno spaccato da vero giallo politico-finanziario che tira dentro i prossimi scenari del Campidoglio.
Cominciamo proprio dal racconto di chi conosce a fondo non solo i vecchi sacchi di Roma, ma soprattutto quelli che si stanno delineando.


TUTTA L’OPERAZIONE, MINUTO PER MINUTO

“Sta per partire l’operazione anti Raggi. Entro una decina di giorni la sindaca sarà convocata in Procura. Verrà interrogata dai pm sui casi Marra e Romeo: dopo il materiale già raccolto e il parere espresso dall’Anac è probabilissima la richiesta di rinvio a giudizio per abuso d’ufficio. Grillo ha appena varato il nuovo codice ma servirà a poco, perchè comincerà una nuova ondata mediatica. E soprattutto prenderà fiato la fronda grillina, capeggiata dal nemico storico della Raggi, il presidente del consiglio comunale Marcello De Vito, forte dell’appoggio di un’altra rivale storica, Roberta Lombardi. Ma il personaggio chiave è Stefano Zaghis, da sempre vicino a De Vito”.

“Una delle questioni calde sul tappeto è l’affare stadio, che proprio in questi giorni fa registrare tappe significative. L’assessore Paolo Berdini ha preso posizione, bisogna limitare le cubature per restare entro gli ambiti del piano regolatore, lo ha detto anche ad Otto e mezzo. Ma gli interessi forti sono ‘più forti’ di lui. C’è stato un incontro di fine anno dell’amministrazione rappresentata da Raggi, De Vito, Frongia e Berdini con la Roma calcio e il suo direttore generale Mauro Baldissoni, e il costruttore Luca Parnasi: al centro proprio le cubature e una serie di appalti da milioni di euro correlati allo stadio. Ma la novità è che, nelle stesse ore, il gruppo Parnasi ha siglato un memorandum d’intesa con Idea Fimit per la creazione di un apposito Fondo che gestirà tutta l’operazione. Anche se è formalmente uscito da Fimit per accasarsi con Prelios, Massimo Caputi è uno dei veri registi dell’operazione”.

Prosegue la ricostruzione dei prossimi scenari. “Una occasione assolutamente da non perdere per il gruppo Parnasi, che non naviga in acque tranquille, vista la pesante esposizione debitoria nei confronti delle banche, in primis di Unicredit. Nel progetto è prevista anche la realizzazione del nuovo quartier generale di Unicredit, mossa strategica per legare sempre più i destini del gruppo a quelli dell’istituto di credito: proprio per questo occorre bypassare le resistenze di Berdini e limitare il più possibile i tagli alle cubature”.

“Se la Raggi cade a febbraio può tornare in pista quello che si pensava ormai morto e sepolto, le Olimpiadi a Roma. Da sciocchi pensare che non solo Giovanni Malagò ma soprattutto i costruttori potessero mai darsi subito per vinti e farsi sfuggire la preda. Che uscita dal portone può comodamente rientrare dalle finestre del Campidoglio. In questo modo potranno essere soddisfatti i desideri dei Caltagirone e della loro Vianini, penalizzati dall’esclusione per lo stadio di Tor di Quinto che va ai rivali Parnasi. Nella nuova grande abboffata romana ce ne sarà per tutti…”.

http://www.affaritaliani.it/politica/palazzo-potere/giallo-raggi--ecco-chi-vuole-eliminarla--i-maxi-affari-in-pentola-457453.html 

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