L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 4 febbraio 2017

Nicola Gratteri - è un processo che ha iniziato di una macchina innarrestabile per combattere la corruzione


 
 
Cal - Gratteri, in Calabria il Capo della DDA arresta pezzi importanti della politica, tremano i palazzi del potere
 
Roma, 2 feb (Prima Pagina News) 
 
Gratteri, e poi ancora Gratteri, per ripartire da Gratteri e finire a Gratteri. Sembra una “follia letteraria”, ma in Calabria non si parla d’altro e non si parla che di lui. Nel giro di qualche mese ha messo in ginocchio le cosche organizzate dell’intera regione, facendo tremare i palazzi che più contano e gli uomini che in tutti questi anni hanno guidato la vita politica della regione. “Andando di questo passo- si dice negli uffici della DDA di Catanzaro, di cui Nicola Gratteri è il Capo carismatico- bisognerà tornare alle urne per rinnovare l’intera classe politica della regione”. In realtà le inchieste aperte e sul tavolo del Procuratore Gratteri sono così tante e così diverse da immaginare da un momento all’altro una sorta di ciclone giudiziario senza precedenti. Ma solo un uomo come lui, libero da ogni vincolo e da ogni possibile condizionamento, non legato a nessuna lobby, e a nessuna corrente all’interno della magistratura, arrivato lì dove è arrivato solo per meriti assolutamente oggettivi e personali, mancato-ministro della giustizia perché- si racconta al Quirinale- il Presidente Napolitano non si sarebbe fidato di lui, ebbene: un uomo come lui può davvero riservare sorprese di ogni tipo. La garanzia che Gratteri offre alla società calabrese oggi è la sua trasparenza, ma anche la sua severità e soprattutto la sua oggettiva serenità di spirito, e questo lo rende ancora più forte di prima. L’ultima sua operazione è di poche ore fa. Ha arrestato l'ex assessore al Lavoro della Regione Calabria, Nazareno Salerno. Gratteri lo ha arrestato nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Catanzaro sull'ingerenza della cosca mafiosa dei Mancuso di Limbadi (Vibo Valentia) nella gestione diretta dei fondi della comunita' europea, e destinati al sostegno economico di nuclei familiari in difficolta'. L'inchiesta riguarda, in particolare, la gestione dei fondi del credito sociale ed ha portato complessivamente all'arresto di nove persone. Si tratta di esponenti politici, imprenditori e amministratori pubblici della Regione Calabria, nonché due soggetti contigui alla cosca Mancuso. Le indagini hanno documentato l'ingerenza mafiosa della potente cosca del vibonese nella gestione dei fondi della Comunita' europea, diretti al sostegno economico di nuclei familiari più poveri. I reati contestati, a vario titolo, agli indagati sono minaccia ed estorsione aggravata dal metodo mafioso, corruzione, peculato, turbativa d'asta ed abuso d'ufficio. Emesso anche un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore di circa 2 milioni di euro. In particolare, l'attività investigativa del Procuratore Gratteri “ha accertato l'esistenza di un comitato d'affari che distraeva i finanziamenti comunitari vincolati al progetto regionale 'Credito sociale' indirizzandoli su conti correnti di societa' private, anche all'estero”. Tra gli arrestati, oltre all'ex assessore regione ed attuale consigliere regionale di Forza Italia Nazzareno Salerno, figurano anche l'ex presidente della fondazione Calabria Etica Pasqualino Ruberto, consigliere comunale a Lamezia Terme, e dell'ex direttore generale del dipartimento lavoro della Regione Vincenzo Caserta. Uno degli arrestati, Vincenzo Spasari, ritenuto contiguo alla cosca Mancuso di Limbadi, inoltre, è il padre della ragazza che per il suo matrimonio atterrò con l'elicottero nella piazza centrale di Nicotera. “L’interscambio di dati e file di indagine, in un lavoro che nasce proprio dalla collaborazione tra diverse corpi di polizia giudiziaria e la Procura- commenta il procuratore capo della DDA di Catanzaro Nicola Gratteri- ha voluto sottolineare la qualità dell’operazione portata a termine oggi e che ha permesso di scoprire, grazie al lavoro interforze dei vari attori, il meccanismo celato dietro l’erogazione di fondi Ue”. Poi aggiunge: “Ho la fortuna di avere magistrati di primissimo piano insieme al meglio della polizia giudiziaria in Italia”, e spiega come questa operazione, fatta dai carabinieri del comando provinciale dei carabinieri, del Ros e della guardia di finanza provinciale di Vibo Valentia, ha avuto il coordinamento del procuratore aggiunto Bombardieri e i sostituti Camillo Falvo e Graziella Viscomi. “Abbiamo finalmente un nuovo modo di approcciarci al processo- dice ancora Gratteri- creando una sorta di scuola, innestando giovani magistrati nel nostro ufficio”. Non si escludono naturalmente ulteriori sviluppi futuri, ma conoscendo il “fiuto” e l’esperienza di Nicola Gratteri c’è da giurare che in Calabria ne vedremo ancora di belle, e anche molto prima di quanto non si immagini.Qualcuno nel corso della giornata ha lasciato davanti al portone di entrata della Procura della Repubblica di Catanzaro, dove ormai Nicola Gratteri trascorre almeno 14 ore al giorno, un grande cartello. Con un pennarello nero hanno scritto: “Grazie Procuratore, finalmente si avverte aria libera in questi uffici”. Ma anche questo è il segno del grande feeling che lega la storia, la vita e l’attività del Procuratore Gratteri alla gente comune. Che di lui si fida più di chiunque altro.

(Beatrice Nano) 2 feb 2017  22:55 
 

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