L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 3 febbraio 2017

Ucoii, usano la tecnica della dissimulazione, appartengono alla Fratellanza Musulmana, tutta l'umanità deve essere islamizzata.

Il male minore e il rischio peggiore


Il neoministro dell'Interno Minniti ha tradotto in accordo politico la prassi seguita da decenni dalle forze dell'ordine sul campo e che possiamo riassumere nella scelta del male minore, almeno apparentemente, per sconfiggere il nemico manifesto.


Che concretamente significa affidarsi principalmente agli estremisti islamici dell'Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia), che s'ispirano ideologicamente ai Fratelli musulmani (fuorilegge in Egitto, Emirati Arabi e Arabia Saudita), per contrastare i terroristi islamici conclamati. Che corrisponde sul piano strategico a consegnare il nostro destino ai taglialingue, quelli che ci impongono pacificamente di legittimare l'islam, con la speranza che siano loro a salvarci dai tagliagole, quelli che aspirano a sottometterci violentemente all'islam. Ebbene tra i taglialingue e i tagliagole c'è una differenza nel metodo, ma entrambi convergono sul fatto che l'intera umanità debba essere islamizzata.
Il fatto più grave del «Patto nazionale per l'islam italiano» è la sostanziale legittimazione dell'islam, nonostante l'islam violi in modo flagrante le due condizioni poste dall'articolo 8 della Costituzione per riconoscere la pari libertà delle religioni, ovvero che il loro ordinamento non contrasti con le nostre leggi e che abbiano stipulato un'intesa con lo Stato. Ebbene l'islam non ottempera alle due condizioni: la sharia è in contrasto con le nostre leggi e i musulmani mai si accorderanno tra loro né sui contenuti né su una rappresentanza unitaria per la stipula dell'intesa.
Così come è un errore grave individuare gli imam come interlocutori dello Stato e legittimarli come «ministri di culto» mettendoli sullo stesso piano dei sacerdoti o dei rabbini, quando in realtà sono degli impostori che si auto-attribuiscono un'autorità religiosa inesistente nell'islam maggioritario sunnita.
Minniti è caduto in una trappola suicida che consegna la sicurezza dello Stato a dei nemici subdoli. Dovrebbe sapere che siamo in guerra e che l'arma vera del terrorismo islamico è il lavaggio di cervello che si pratica nelle moschee. È un errore madornale, frutto dell'ignoranza e della paura, affidarci agli imam e alle moschee. Questa guerra la possiamo vincere solo combattendo chi decapita e liberandoci dall'islam. Per fortuna che c'è Trump che spazzerà via quest'Europa succube dell'islam.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/male-minore-e-rischio-peggiore-1358541.html 

Nessun commento:

Posta un commento