L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 24 marzo 2017

7 Maggio 2017 Marine le Pen diventa Presidente della Repubblica francese, gli euroimbecilli nascondono la testa nella sabbia

Marine Le Pen potrebbe essere più avanti di quanto sembri
Stanno circolando sondaggi segreti che danno Marine Le Pen oltre il 30% al primo turno. Non sarebbe la prima volta che le rilevazioni ufficiali sbagliano clamorosamente

Francesco Boezi - Mer, 22/03/2017 - 16:40

Marine Le Pen oltre il 30% al primo turno delle presidenziali francesi.



La conferma più importante proviene da un articolo scritto da un editorialista di Le Figaro pubblicato sul sito del quotidiano. La percentuale attorno alla quale si aggirirerebbe il consenso della leader del Front National, nello specifico, sarebbe attorno al 34%. A dirlo, insomma, sarebbero i veri sondaggi e non quelli ufficiali trapelati per mezzo dei media tradizionali.

Le ultime rilevazioni pubbliche, infatti, attribuiscono alla Le Pen un comunque corposo 26-28% dei consensi, ma una percentuale maggiore di voti a cinque settimane dal 26 aprile, giorno delle prime votazioni, aumenterebbe esponenzialmente le chanches di vittoria di Marine al secondo turno previsto per il prossimo 7 maggio. Come fa notare quest'altra analisi , infatti, all'interno del suo pezzo sul fallimento da parte dei media francesi di mettere i bastroni fra le ruote alla corsa all'Eliseo di Marine Le Pen, l’editorialista Ivan Rioufol, fa riferimento a delle indagini sin'ora tenute nascoste. Numeri che rappresenterebbero una situazione ben differente, con Marine Le Pen oltre il 30%, quindi lanciatissima verso il secondo turno.

"La “linea Maginot” del politicamente corretto delle élites francese non resiste più alla rabbia popolare", scrive Rioufol. Le paventate minacce degli intellettuali di sinistra di lasciare la Francia in caso di affermazione di Marine, poi, non farebbero altro che alimentare l'ipotesi di successo della candidata del Front National. Medesimo effetto, inoltre, sempre secondo Rioufoul, avrebbe "l'allarmismo dei propugnatori del politicamente corretto" su un possibile "ritorno agli anni 30'". L'analisi, insomma, farebbe il paio con quelle che si lessero durante durante le presidenziali americane sia sul fatto che Donald Trump venisse puntualmente sottostimato sia sul potenziale effetto boomerang che le continue rimostranze contro la candidatura "populista" del tycoon portarono paradossalmente in dote.

Già il presidente Hollande, in fin dei conti, ha più volte posto l'accento sul fatto che una vittoria di Marine Le Pen non sia posi così impossibile, anzi. Le questioni dell'immigrazione e del terrorismo, del resto, sono sempre più centrali nel dibattito politico. Per ora tutte le rilevazioni ufficiali la danno sonoramente sconfitta da Macron al secondo turno. Il fatto che la candidata del Front, però, esca dalla tornata del 4 Aprile con il 34% dei consensi nelle tasche, suggerisce di non procedere con analisi troppo condite da certezze inespugnabili.

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