L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 14 marzo 2017

Alla luce di questo accordo ha una logica la pretesa lite tra Ankara, Olanda, Danimarca e Germania, serve a creare la motivazione della prossima tratta dei schiavi via Turchia

Patto Turchia-Germania-Olanda per portare più migranti in Europa

Il quotidiano tedesco Die Welt svela un accordo segreto fra Olanda, Germania e Turchia per accogliere da 150mila a 250mila migranti ogni anno in Europa

Ivan Francese - Lun, 13/03/2017 - 13:42

Proprio nelle ore in cui la stampa di mezza Europa non fa altro che parlare - e a ragione - dello scontro diplomatico in atto fra la Turchia da un lato e l'Olanda, insieme a Danimarca, Austria e Germania dal'altro, il quotidiano tedesco Die Welt pubblica la notizia di uno scoop che fa strabuzzare gli occhi.


Secondo il retroscena a firma del cronista Robin Van Alexander, le cancellerie di Ankara, Berlino e L'Aia, attualmente ai ferri corti, avrebbero invece già messo a punto un piano di redistribuzione dei migranti per accogliere annualmente fra i 150mila e i 250mila profughi dalla Turchia, direttamente in Germania e in Olanda.

Una mossa che secondo il foglio tedesco sarebbe stata studiata a partire dal 6 marzo 2016, quando i Paesi Bassi detenevano la presidenza di turno dell'Unione Europea. Alla vigilia del vertice Ue l'allora primo ministro turco Ahmet Davutoglu avrebbe incontrato la cancelliera tedesca Angela Merkel presso la rappresentanza turca a Bruxelles. Secondo la ricostruzione di Die Welt, al Consiglio europeo dell'indomani la Merkel, insieme al primo ministro olandese Mark Rutte, presentò il piano ai Ventotto introducendolo come una mossa a sorpresa dei turchi.

Inserita nelle conclusioni del vertice come programma di "accoglienza volontaria per ragioni umanitarie" e quindi approvata come tale, la bozza non comprendeva l'indicazione dei numeri di migranti da accettare, ma sulle cifre ci sarebbe stato comunque un impegno sulla parola. Impegno che oggi viene proposto all'attenzione del grande pubblico, proprio nelle più delicate dello scontro diplomatico con Ankara.

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