L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 24 marzo 2017

Autovelox - il boicotaggio di questi strumenti sta diventando un fenomeno di massa. I limiti di velocità sono irreali

Autovelox abbattuto due volte

Santa Maria di Sala. Lo sradicano e lo gettano nel fosso, viene ricollocato ma lo spaccano di nuovo

di Filippo De Gaspari
23 marzo 2017


SANTA MARIA DI SALA. Abbattuto, riposizionato, di nuovo abbattuto. Così gli automobilisti hanno accolto l’arrivo dei nuovi Velo Ok sulle strade del graticolato romano. E ora il sindaco Nicola Fragomeni promette la linea dura: «Se i danneggiamenti continueranno, metteremo anche le telecamere».

Rischia insomma di ritorcersi contro gli stessi vandali l’inasprimento del progetto di sicurezza lanciato nelle scorse settimane dal Comune di Santa Maria di Sala, dopo che i rilevamenti effettuati lungo le strade del Salese avevano mostrato automobilisti lanciati a velocità folli, di notte come di giorno, anche in pieno centro abitato. Il Comune aveva previsto il posizionamento di una quindicina di Velo Ok, le ormai celebri colonnine arancioni che in realtà, di norma, sono vuote e predisposte per contenere il rilevatore elettronico solo in presenza di una pattuglia della polizia locale.

Metà sono già state posizionate nei giorni scorsi. Ma in alcuni casi non c’è stato nemmeno il tempo di annunciarne l’arrivo: in via Rugoletto, tra Veternigo e la Noalese a Stigliano, la colonnina è stata subito abbattuta da ignoti poche ore dopo il suo posizionamento. Sradicata da terra e gettata nel fosso in malo modo. A recuperarla e ripristinarla dopo un paio di giorni, ci ha pensato la stessa ditta installatrice, come prevede il contratto di fornitura degli apparecchi. Ma anche il secondo tentativo è durato poco: la scorsa notte il Velo Ok di via Rugoletto è stato di nuovo abbattuto e scaraventato nel fosso, dentro pochi centimetri di acqua salmastra. Anche in questo caso sradicato da terra, dov’era stato fissato con alcune viti, attraverso una pedana di plastica.

E dopo il nuovo episodio vandalico il sindaco perde la pazienza: «Se questi atti vandalici continueranno», sbotta Fragomeni, «sarò costretto a emettere ulteriori provvedimenti restrittivi, fossero anche telecamere di videosorveglianza. Sono atti inqualificabili e tra l’altro inutili, perché non si tratta di autovelox fissi ma solo di contenitori, che però hanno una funzione efficace di deterrenza. Tra l’altro abbiamo un contratto con la ditta che prevede il ripristino dopo ogni vandalismo, fossero anche cento, a costo zero per il Comune». A differenza di tanti dispositivi fissi, tutto si può dire fuorché i Velo Ok servano per fare cassa, talmente raro è il loro utilizzo. Che tra l’altro avviene in maniera del tutto uguale a un presidio mobile con pattuglia. Di nuovo c’è solo la visibilità di una colonnina arancione che invita gli automobilisti ad alzare il piede dall’acceleratore e rallentare. Ma paese che vai, usanza che trovi: a Mirano i Velo Ok erano arrivati e furono subito imbrattati di vernice. A Spinea, due settimane fa, il Velo Ok di via Matteotti è stato “decapitato” e la parte superiore trovata
nel campo a lato. Nel Salese la moda sembra essere quella di strapparli direttamente alla base e lanciarli nel fosso. Adesso a “proteggerli” potrebbero arrivare le telecamere mobili usate, per esempio, nelle isole ecologiche contro i furbetti dei rifiuti.

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