L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 14 marzo 2017

Autovelox - servono per fare cassa, la sicurezza è un falso ideologico e i limiti di velocità sono irreali. La protesta monta e si concretizza

San Donà, box dell’autovelox preso a martellate

Il nuovo atto vandalico sabato notte in via Gondulmera. Arrabbiato il sindaco: «Atto grave che va perseguito»

13 marzo 2017


SAN DONA'. Divelto e imbrattato in modo irreparabile un altro tru box. Dopo la vernice che ha coperto, nel cuore della notte e in gran segreto, il primo contenitore di autovelox a Calvecchia, al momento disinstallato perché ufficialmente posto in un punto poco visibile, ieri mattina è toccato a un secondo box in via Gondulmera, letteralmente aperto come una lattina.

Qualcuno lo ha preso con tutta probabilità a martellate nella notte.

Il sindaco, Andrea Cereser, lancia l’allarme: «Grave atto di inciviltà che verrà perseguito». Domenica mattina la polizia locale è stata informata dell’atto vandalico commesso nottetempo. Tra i residenti si è subito sparsa la voce e a dire la verità nessuno se ne è stupito: nei giorni scorsi erano state molte le proteste contro l'installazione dei nuovi strumenti di controolo della velocità. Alla luce del clima di crescente tensione è apparso come un gesto annunciato e prevedibile.


Tra denunce pubbliche e raccolte di firme e l’esasperazione dei cittadini, c’era da aspettarselo.

Il sindaco Cereser è preoccupato: «Questo atto esecrabile è uno sfregio ai cittadini residenti in via Gondulmera che lo hanno richiesto per motivi di sicurezza. La strada sarà presto sistemata e i fondi sono già stanziati assieme al Comune di Noventa per metterla in sicurezza dai dissesti. Una volta asfaltata sarà più sicura e c’è da attendersi che le auto correranno ancora più velocemente. Il tru box con l’autovelox era assolutamente necessario e a chiederlo è stato proprio chi vi risiede. Adesso questo grave sfregio ai cittadini che chiedono più di sicurezza deve essere perseguito e faremo di tutto per trovare i colpevoli. Chi sa o ha visto qualcosa parli».

Gli accertamenti da parte della polizia locale di San Donà sono già in corso e verranno raccolte eventuali testimonianze dei residenti che potrebbero sapere qualcosa in merito a questo grave atto che potrebbe anticiparne altri visto che ci sono 10 box più altre cinque postazioni. Alcuni abitanti erano molto arrabbiati quando hanno visto installare uno dei 10 box proprio in via Gondulmera, ai confini con Noventa. Una strada dissestata con tante buche e situazioni di potenziale pericolo.

Gli stessi cittadini avevano chiesto ormai da anni che fosse messa in sicurezza la strada e quando hanno visto arrivare il tru box hanno annunciato proteste, addirittura la chiusura della strada come avvenne decenni fa per farla asfaltare quando era ancora una strada bianca. La tensione è cresciuta e qualche “testa calda” evidentemente ha deciso di dare un segnale forte. Troppo, questa volta.

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