L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 28 marzo 2017

ChiantiBanca - La banca individuato dal Sistema massonico mafioso politico ha un passivo di 90 milioni nonostante che i correntisti di banca Etruria e di Monte Paschi di Siena si siano riversati in massa in questa direzione

Bini Smaghi rassicura i soci di ChiantiBanca

Lorenzo Bini Smaghi

In una lettera inviata ai soci, il presidente spiega le ragioni del passivo da 90 milioni e rassicura: "La banca è sana e con un bilancio trasparente"

FIRENZE — In vista dell'assemblea di ChiantiBanca convocata per il 14 maggio, il presidente del Consiglio di amministrazione Lorenzo Bini Smaghi ha inviato una nota a tutti i soci per spiegare le ragioni che hanno portato a chiudere il bilancio 2016 con un passivo di 90 milioni e quattrocentomila euro (vedi articoli collegati) e per lanciare un messaggio rassicurante: "La banca è sana, solida e con un bilancio trasparente".

Ecco qui sotto il testo integrale della lettera.

"Cara Socia, caro Socio,

vi scrivo solo oggi perché ho voluto attendere i dati definitivi di bilancio, appena approvati dal Consiglio di Amministrazione, per darvi conto in modo preciso della situazione della nostra banca e fugare i timori che possono essersi diffusi nei giorni passati, anticipando l’esposizione più dettagliata che avverrà nel corso della prossima Assemblea.

Il bilancio 2016, il primo successivo alla doppia incorporazione di Banca di Pistoia e Banca Area Pratese, ha rappresentato l’occasione per adottare, d’accordo con Banca d’Italia, metodi di rendicontazione aggiornati e indici di copertura molto rigorosi, in linea con le “best practice” che anche in Italia tutti gli istituti di credito iniziano a utilizzare.

Questa metodologia non incide sull’attività corrente svolta da ChiantiBanca nello scorso anno: nei primi sei mesi dall’incorporazione delle due banche la raccolta è aumentata del 5,5% e il credito alle famiglie e imprese è continuato a crescere, per 150 milioni; il risultato della gestione operativa di ChiantiBanca per il 2016 è in attivo per 33,5 milioni di euro. La banca ha ulteriormente rafforzato la propria presenza sul territorio toscano e posto le basi di importanti scelte strategiche.

L’adozione della nuova policy sui crediti deteriorati ha richiesto di rettificare i valori dei crediti erogati negli anni precedenti, con accantonamenti prudenziali, validati dalla Banca d’Italia, per un ammontare pari al 5% del valore totale degli impieghi.

In conseguenza di tali rettifiche, e nonostante l’utile operativo realizzato nel corso dell’anno, il bilancio per il 2016 evidenzia un passivo di 90,4 milioni. L’impatto è stato interamente assorbito dalle riserve di cui dispone la banca.

A fine 2016 il patrimonio netto della banca è pari a 205,3 milioni di euro di cui 154,4 di riserve e 50,9 di capitale sociale. Il Common Equity Tier 1 ratio (CET1 ratio, coefficiente patrimoniale di riferimento) è pari al 10,03%, ampiamente superiore al minimo regolamentare (5,57%). Il tasso di copertura dei crediti deteriorati è superiore a quello medio del sistema del credito cooperativo.

La banca è sana, solida e con un bilancio trasparente. Può proseguire l’azione di sostegno all’economia del territorio ed è pienamente attrezzata per conseguire gli obiettivi di crescita del nuovo piano industriale, con l’intento strategico di diventare banca di riferimento per la Toscana. 
Va avanti il processo di aggregazione al gruppo Cassa Centrale Banca, come deciso in occasione dell’Assemblea dei Soci del 18 dicembre 2016.

Invio a tutti voi il mio cordiale saluto e spero di incontrarvi in occasione della prossima Assemblea, che si terrà domenica 14 maggio (in seconda convocazione).

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione
Lorenzo Bini Smaghi".

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