L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 26 marzo 2017

Da Luigi Berlinguer in poi tutti hanno lavorato per abbattere la scuola pubblica, volevano e vogliono un popolo acritico e ignorante



La scuola pubblica e il ‘declino’ dell’Istruzione in Italia, dibattito nella sede del Coni con Gasparri 

Marco BelmonteMar 25, 2017

Dibattito ieri nella sala conferenze del CONI di piazza Matteotti a due passi dal comune di Cosenza, dal titolo “Buona o Mala scuola”, nato dall’appello rivolto nei giorni scorsi da alcuni famosi accademici sulla mediocrità del livello di preparazione dei nostri giovani.

COSENZA – Ad organizzare l’evento è l’associazione “Impegno Civile ed Ideale” nella persona del prof. Michele Sapia presidente della stessa nonchè segretario Provinciale dell’Ugl Scuola, che rivolge subito l’attenzione sul livello di preparazione dei giovani parlando di ‘semi-analfabetismo’ giovanile. Il problema secondo Sapia, proviene da una crisi evidente d’identità e ad una sempre crescente, difficoltà da parte degli organi di competenza, di gestire l’istruzione. Punta il dito contro il Parlamento sempre svogliato nell’affrontare il tema dell’istruzione, rimarcando come spesso in Italia vengono messi in risalto i problemi senza fare nulla per risolverli.

Duri i primi interventi contro la gestione degli ultimi anni da parte degli organi di Governo, rappresentati per l’occasione dall’onorevole Maurizio Gasparri di Forza Italia, che ascolta ciò che hanno da dire gli accademici di turno. La parola passa al prof. Spartaco Pupo, docente di storia delle dottrine politiche presso l’Unical di Rende, che sembra andare controverso rispetto ai colleghi, secondo il quale la colpa di questo declino non è da addossare solo agli organi di Governo e alla burocrazia, ma la colpa è degli stessi accademici che spesso sono troppo permissivi, troppo buoni con i propri studenti, mandando avanti nei percorsi scolastici chi invece avrebbe bisogno di una maggiore ‘attenzione’. Ciò ha portato ad un livellamento delle competenze facendo venir meno il sistema della meritocrazia tanto caro a molti politici di Roma.

Continua il ‘ping pong’ ordinato d’interventi con il prof. Luciano Greco, dirigente ATP di Cosenza, che brevemente rimarca la difficoltà che hanno molti studenti, di utilizzare la lingua italiana, facendo poi un riferimento al ‘sistema’ scolastico Nord Europeo, dove si tende sempre verso la libertà e non all’obbedienza delle scuole. Termina l’intervento, auspicando l’avvento di sistemi alternativi che possano mettere lo studente, nelle condizioni migliori di potersi esprimere. La parola passa all’onorevole Nicola Morra del Movimento 5 stelle, che parla della necessità di ‘sgrezzare’ la scuola da un eccesso burocratico: “i ragazzi sono soggetti ad un influenza costante e soggettiva che porta ad un impoverimento logico. Tutti siamo ignoranti, ma è la coscienza di esserlo che ci porta a superare questa mancanza”. Parole dure sulla riforma che secondo l’onorevole “ha semplicemente organizzato la forza umana mettendole alle dipendenze di un dirigente scolastico… schemi organizzativi poco liberi e molto repressivi”. Conclude alla sua maniera citando un frammento di Sant’Agostino estratto dalle confessioni che recita ‘Nutre la mente ciò che la rallegra’.

Dopo l’onorevole pentastellato prende la parola l’on. Enza Bruno Bossio, deputata del PD nella commissione digitalizzazione, che parla di “declino e degrado dell’intera società italiana”, precisando che i giovani di oggi non ignorano solo la complessità della lingua italiana, ma che hanno molte difficoltà anche nelle materie scientifiche.

A chiudere il dibattito è l’on Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, che rincara la dose parlando di istruzione come “tema centrale nella vita di tutti”. Secondo l’on. di FI nonostante nel corso degli anni vi sia stato un enorme abbattimento dei costi, ancora oggi non si riesce ad avere accesso alla tecnologia, necessaria per far compiere il salto di qualità all’istruzione. Parla ‘d’imbarbarimento’ del linguaggio non dovuto solo all’inefficienza della Casta Politica, ma anche e soprattutto, a causa dei maggiori organi d’informazione. Secondo Gasparri si dovrebbero mantenere delle forme di studio classico accostate alle innovazioni tecnologiche. Passa poi a giustificare la sostituzione del ministro Giannini, dovuta non solo a motivazioni di carattere politico, ma anche e sopratutto sindacali perché la criticità era su quel fronte. Secondo l’on Gasparri la questione ‘istruzione’ è ancora un cantiere aperto ed è giusto portare l’attenzione su questi argomenti. Per lui come per molti dei relatori presenti in sala, la riforma dell’istruzione è stata una tempesta annunciata che si abbatte sul futuro dei nostri giovani, peggiorando ancora di più una situazione che già era critica. L’istruzione dovrebbe essere un diritto costituzionale per ogni uomo libero, ma dovrebbe essere un dovere per chi ci governa, fare in modo che essa sia fruibile a tutti.
A fine incontro Gasparri insieme ad altri esponenti del partito, tra cui Luigi De Rose, leader di Forza Italia Giovani ma anche Mario Caligiuri ed Eugenio Aceto, consigliere provinciale, hanno passeggiato su corso Mazzini per una breve visita sul percorso pedonale del Mab per poi ritrovarsi a cena.

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