L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 28 marzo 2017

Diego Fusaro - gli atti di terrore sono fondanti della Strategia della Paura per consolidare il potere esistente, il Globalismo Capitalistico

Pubblicato il:26 marzo 2017

Attentato a Londra, i dubbi di Diego Fusaro

Il giovane filosofo commenta l'ultimo episodio con una riflessione: perché gli attentatori colpiscono la popolazione e non i potenti?

Le perplessità di Diego Fusaro sull'attentato a Londra

Sulle colonne del suo blog ospitato da "Il Fatto Quotidiano" Diego #fusaro ha pubblicato delle riflessioni sull'ennesimo attentato terroristico avvenuto in Europa, questa volta nella capitale inglese. #attentati sulla cui natura il filosofo sembra non vederci chiaro, ed evidenzia gli aspetti che non tornano. "Un nuovo episodio di terrore, sempre lo stesso come qualcosa che torna a ripetersi. Prima la capitale francese, poi Berlino e ora Londra. Si dice che siamo sotto attacco, però non si sa da parte di chi" esordisce Fusaro, che spiega il suo punto di vista e avanza delle perplessità.

Il nemico dell'occidente è l'Islam?

"Vorrebbero farci credere che i musulmani hanno dichiarato guerra all'occidente, con lo scopo di delegittimare la religione islamica" sostiene il filosofo, secondo il quale non saremmo davanti ad una "guerra di religione" bensì ad una "guerra alla religione", ordita dal non meglio definito "capitale" contro ogni ideologia che non sia quella del libero mercato più selvaggio. Fusaro afferma di non sapere chi siano i mandanti di questa "strategia del terrore", ma precisa di non volersi fermare alle "versioni ufficiali" fornite da media e governi.

Le conseguenze dell'attentato a livello politico

Secondo Fusaro l'ennesimo episodio di terrore offre a più parti l'occasione per caldeggiare una maggiore integrazione europea come soluzione per contrastare il terrorismo, inoltre l'attentato di Londra potrebbe rallentare e rendere più difficoltoso di processo di uscita dall'Unione Europea del Regno Unito, "una decisione assunta democraticamente dai cittadini inglesi", rammenta il filosofo.
Gli attentati colpiscono la popolazione e non il potere

"Mi limito ad evidenziare come anche nel caso della capitale britannica l'attacco sia stato commesso contro le masse, precarie, sfruttate e sottopagate, ovvero chi ha subito gli effetti della globalizzazione, la popolazione inerme", afferma Fusaro, che definisce "paradossale" il fatto che la follia terrorista non colpisca mai i centri del potere. "I signori globalizzatori non finiscono mai nel mirino degli attentati, e anzi dopo gli attacchi il loro potere è sempre più consolidato". Il filosofo evidenzia come gli atti di terrore siano un'occasione per aumentare il potere ed il dominio dei potenti, che in nome della sicurezza impongono leggi liberticide e compiono "bombardamenti umanitari", spostando il conflitto di classe (tra capitale e masse lavoratrici) verso il conflitto di civiltà, recuperando il consenso anche di quella parte di popolazione vicina alla ribellione. Fusaro conclude con una riflessione: "verrebbe da pensare che i terroristi siano degli sprovveduti, che hanno l'obbiettivo di distruggere la società occidentale e invece ne consolidano il potere".



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