L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 22 marzo 2017

Diego Fusaro - a Latina la presentazione di "Pensare altrimenti"

Latina, “Pensare altrimenti”: incontro con l’autore Diego Fusaro
Da Roberta Cerina
-21 marzo 2017

Diego Fusaro

Giovedì 23 marzo, alle 18, al Palacultura di Latina, Diego Fusaro presenta il suo ultimo saggio “Pensare altrimenti”, pubblicato da Einaudi nella collana Le Vele, già nelle librerie italiane dal 2 febbraio e andato in ristampa ad appena un mese dall’uscita.

L’appuntamento rientra nel calendario degli eventi, da marzo a luglio 2017, curato dall’assessorato alla cultura del Comune di Latina. Interverrà alla presentazione, insieme all’autore, l’avvocato costituzionalista Marco Mori. Modera l’incontro Dario Zamperin.

L’invito a porsi fuori dal coro

“L’ordine dominante non reprime, oggi, il dissenso. Ma opera affinché esso non si costituisca. Fa in modo che il pluralismo del villaggio globale si risolva in un monologo di massa. Perciò dissentire significa opporsi al consenso imperante, per ridare vita alla possibilità di pensare ed essere altrimenti”: così si legge sulla copertina del libro, andato in ristampa ad appena un mese dall’uscita. Il pamphlet di Fusaro è in sostanza un invito a porsi fuori dal coro, a coltivare e praticare il pensiero dissidente, alternativo, non allineato. Incisivo in tal senso anche l’incipit del saggio: “A chi ha ancora il coraggio di camminare con la schiena dritta e di difendere fino alla fine le proprie idee”. Nel compiere un’accurata analisi sulle forme del dissenso, attuali e passate, Fusaro manifesta la necessità di una cultura rinnovata, che si ribelli alla mercificazione e all’omologazione sociale.

Autore e opere

Filosofo, scrittore e ricercatore, Diego Fusaro insegna Storia della filosofia all’Università di Torino. Si considera allievo indipendente di Hegel e di Marx, intellettuale dissidente e non allineato, al di là di destra e sinistra, convinto che occorra continuare nella lotta politica e culturale che fu di Marx e di Gramsci in nome dell’emancipazione umana e dei diritti sociali e che, in ogni ambito, la via regina consista nel pensare con la propria testa, senza curarsi dell’opinione pubblica e del coro virtuoso del politicamente corretto. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Bentornato Marx! (Bompiani, 2009); Minima mercatalia. Filosofia e capitalismo (Bompiani, 2012); Il futuro è nostro (Bompiani, 2014); Antonio Gramsci. La passione di essere nel mondo (Feltrinelli, 2015). Dal 2000 cura il sito internet Filosofico.net e dal 2015 un blog per la versione online de Il Fatto Quotidiano.

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