L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 21 marzo 2017

Expo 2015 - mentre il Partito dei Giudici di Milano tutto ha insabbiato la Corte dei Conti batte un colpo

Expo, le tangenti e le Vie d'acqua mai realizzate: la Corte dei Conti chiede i danni ad Acerbo. "Paghi 1,5 milioni di euro" 




Uno dei progetti dei canali di Expo

Atto di citazione per l'ex subcommissario e responsabile di Padiglione Italia che ha già patteggiato tre anni, legato all'appalto per la realizzazione dei 20 km di canali che avrebbero dovuto collegare Darsena e Fiera

21 marzo 2017

La Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia ha notificato all'ex subcommissario Expo, Antonio Acerbo, un atto di citazione per un danno erariale, quantificato in misura superiore a un milione e mezzo di euro, nell'ambito del procedimento di responsabilità amministrativa istruito per la procedura di gara indetta dalla società pubblica Expo 2015 per l'affidamento dell'appalto lavori per l'esecuzione del progetto Vie d'acqua sud - Canale e collegamento Darsena-Expo/Fiera spa. Quel progetto irrealizzabile e irrealizzato di un "canale lungo 20 chilometri in parte navigabile su battelli" rimasto sulla carta del libro dei sogni del dossier della candidatura, del quale è stata però realizzata una versione al ribasso. Inaugurati a luglio 2015, 8 chilometri di piste ciclabili lungo il corso d'acqua che collega il canale Villoresi al sito dell'esposizione. Con Beppe Sala a mettere una pietra su tutto il progetto avversato dagli ambientalisti: "Non siamo in condizioni di proseguire i lavori per il completamento delle Vie d'Acqua Sud - aveva detto chiaro - abbiamo smantellato tutto il cantiere e poi si vedrà".

LEGGI - LA MALEDIZIONE DELLE VIE D'ACQUA

L'ex responsabile del Padiglione Italia che ha già patteggiato tre anni di carcere e ha versato 100 mila euro di risarcimento alla stessa Expo. Il procedimento di responsabilità erariale nei confronti di Acerbo è stato avviato dalla procura regionale della Corte dei Conti in collaborazione con il nucleo di polizia tributaria di Milano della guardia di finanza, ed è nato in seguito all'indagine della procura della Repubblica di Milano. Un precedente atto di citazione per oltre un milione di euro a titolo di danno da tangente e di immagine alla società Expo è stato già notificato a un altro ex manager della società, Angelo Paris, anche lui ha patteggiato la pena.

Acerbo all'epoca era presidente della Commissione aggiudicatrice per l'affidamento dell'appalto per il collegamento via canali dal sito espositivo alla Darsena, appalto aggiudicato da un'associazione temporanea di imprese guidata dalla G. Maltauro costruzioni per un importo complessivo di 42.537.508 euro, con ribasso percentuale offerto del 23%. L'accusa per la quale ha patteggiato è di aver pilotato l'assegnazione dell'appalto in cambio di contratti fittizi dalla società Maltauro per il figlio. Nei confronti dell'ex manager di Expo sono stati contestati il danno non patrimoniale all'immagine della società, il danno patrimoniale da tangente e il danno alla concorrenza. L'atto di citazione costituisce una sorta di richiesta di rinvio a giudizio.

Expo 2015, la protesta No Canal contro le 'Vie d'Acqua'

 
Per il danno all'immagine sono stati quantificati 372mila euro; per il danno da tangente 186.300 euro, "sul quale, previa deduzione del versamento di euro 100mila, effettuato a beneficio della predetta società, residua l'importo di euro 86.300"; per il danno alla concorrenza 1.342.816 euro "computati, in via principale, con il criterio del 10% sull'importo dei lavori eseguiti (mancato guadagno con criteri di convenienza economica per la pubblica amministrazione); ed in subordine, euro 193.394, computati sulla seconda offerta rilevata in graduatoria (criterio dell'aspettativa contrattuale perduta in concreto)".
 

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