L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 23 marzo 2017

Giusto contestare ma il 25 marzo 2017 la Strategia della Paura ha ordinato a tutti i suoi servi, di fare violenza, la violenza di Stato. E' scritto sono stati arruolati tutti gli imbecilli per produrre più danni possibile per rilanciare poi le immagini su tutte le Tv degli euroimbecilli. Sottrarsi alla violenza di quel giorno è il primo e unico atto di tutti quelli che vogliono uno Stato identitario con piena Sovranità Nazionale, Monetaria, Politica e Territoriale

“Contro l’Europa”, Hobo contesta la Deutsche Bank

“Contro il Reich della Troika, ribellarsi è giusto” lo striscione appesto all’ingresso della filiale di via Farini. A proposito del Summit europeo il collettivo: “Festeggiano a loro modo, cioè sulle nostre spalle e sulla nostra pelle”.
22 marzo 2017 - 18:07


Mentre Roma si mobilita per i 60 anni del Trattato di Roma, il collettivo Hobo questa mattina si è presentato davanti alla filiale della Deutsche Bank di via Farini contestando l’istituto bancario tedesco: “Siamo andati là per dire che non c’è niente da festeggiare: questo gridano i giovani a cui è stato rubato il futuro e i risparmiatori a cui sono stati rubati i risparmi, chi non riesce arrivare alla fine del mese e chi ci arriva sacrificando la propria vita, i propri sogni, i propri desideri”.

Durante il presidio il collettivo ha appeso uno striscione con su scritto “Contro il Reich della Troika, ribellarsi è giusto!”. E a proposito del Summit atteso il 25 marzo nella capitale gli stessi hanno così commentato l’evento in un comunicato: “I capi di Stato e di governo dell’Unione europea si incontrano a Roma per festeggiare il sessantesimo anniversario del trattato che, nel corso dei decenni, avrebbe dato vita alla Ue per come la conosciamo oggi. Festeggiano a loro modo, cioè sulle nostre spalle e sulla nostra pelle. Festeggiano una crisi in cui i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Festeggiano l’Europa fatta di disoccupazione e precarietà, l’Europa al servizio delle banche e della finanza, l’Europa della troika e dei muri”.

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