L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 23 marzo 2017

Gli ebrei hanno la coda di paglia in quanto sono esplicitamente in mala fede, vogliono e stanno attuando il genocidio dei palestinesi

Convegno sull'occupazione della Palestina. La Comunità Ebraica non gradisce, il Comune spiega

Il Comune concede il patrocinio a un'iniziativa culturale organizzata da associazioni locali sul tema dell'occupazione israeliana. Critiche da parte delle Comunità ebraiche per la presenza dell'associazione BDS per il boicottaggio di Israele. Ospiti Fausto Gianelli e Moni Ovadia
Redazione22 marzo 2017 18:16

“Abbiamo appreso che il giorno martedi 28 marzo, alle 20.30, si terrà presso l’Istituto Storico di Modena un convegno dal tema: ‘Legalizzazione delle colonie israeliane nei territori palestinesi’. Si tratta di un convegno che vede tra i suoi principali organizzatori il Bds, movimento di boicottaggio che spicca da tempo per le sue violente posizioni di rancore anti-israeliano e anti-ebraico, e con grande amarezza e dispiacere apprendiamo che il Comune ha accordato a questa iniziativa il proprio patrocinio. Le chiediamo signor sindaco di voler ritirare ogni forma di sostegno concessa ad una simile iniziativa, nella certezza che trattasi di un involontario errore, e che lei condivida massimamente il danno che simili iniziative possano generare, diffondendo ulteriore odio nella più vasta popolazione cittadina".

Questo il contenuto della lettera che Noemi Di Segni, Presidente delle Comunità Ebraiche Italiane, e di Tiziana Ferrari, Presidente Comunità ebraica di Modena, hanno inviato all'amministrazione comunale di Modena, sottolineando la propria contrarietà all'evento della prossima settimana.

La replica non si è fatta attendere. "Il Comune non è né organizzatore, né co-organizzatore. L'iniziativa è stata ideata ed organizzata da associazioni che non da oggi, né da ieri, dialogano fruttuosamente col Comune a vario titolo: da Cgil e Nexus ad Associazione Modena incontra Jenin, Overseas, Pax Christi, Gavci ed altre ancora – spiega il Comune – Sono associazioni ben note, di diversa provenienza, che si occupano da decenni di pace, sviluppo, cooperazione internazionale e gestiscono progetti didattici ed umanitari.

"Aggiungiamo – prosegue il Comune – che l'associazione cui fanno riferimento i due firmatari della lettera indirizzata al Comune, a Modena non ha né sedi né altri legami, e pur figurando nell'ampio elenco dei soggetti organizzatori, non è previsto l'intervento di suoi esponenti in quella serata. Il patrocinio, a titolo non oneroso, è quindi stato accordato ad un evento che parla di un tema rilevante e con ospiti di qualità come Fausto Gianelli e Moni Ovadia: non è un giudizio di merito su quelle che saranno le tesi e le opinioni dei relatori, ma è palese che quel convegno sarà un momento di discussione in cui - come doveroso - non troveranno posto idee antiebraiche, religione anzi professata da una parte dei relatori".

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