L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 29 marzo 2017

I stolti del Circo Mediatico e intellettualoidi vari dimenticano che le cambiali erano una moneta fiduciaria. La moneta fiscale è simile e potrebbe accompagnare l'uscita dall'Euro con meno traumi possibili, e spenderla per investimenti, per aumentare redditi, per creare lavoro

M5S: no all'uscita dall'euro, ma 'moneta fiscale' anti austerità

La proposta è contenuta nel secondo dei dieci punti del programma esteri, presentato sul blog di Grillo. Alla fine sarà votato sulla piattaforma Rousseau

Ultimo aggiornamento: 27 marzo 2017

Beppe Grillo tra Luigi Di Maio e Roberto Fico (Imagoeconomica)
3 min

Roma, 27 marzo 2017 - No all'uscita unilaterale dell'euro che avrebbe costi politici troppo alti, comporterebbe una rottura dei trattati e una manovra aggressiva verso gli altri paesi europei. Il Movimento 5 Stelle cambia idea e ora punta su a una nuova strada: l'introduzione della 'moneta fiscale' e la possibilità di promuovere un'alleanza con i Paesi del Mediterraneo allargato per superare definitivamente le politiche di rigore imposte dall'Unione Europea. La proposta è contenuta nel secondo dei dieci punti del programma esteri del M5S, quello del No all'austerità, che viene esposto oggi sul blog di Beppe Grillo a cura di Gennaro Zezza, docente dell'Università degli Studi di Cassino, in vista della votazione on line su Rousseau "con la quale gli iscritti decideranno le priorità del programma".

Per il cattedratico, infatti, esistono alternative all'addio alla moneta unica: una di queste è "la reintroduzione in Italia di quella che possiamo chiamare una 'moneta fiscale', una moneta che non è moneta legale e quindi non va a violare i nostri trattati, ma che possa restituire al governo la capacità di effettuare un piano di investimenti e per sostenere il reddito dei cittadini, insomma un piano di rilancio". 

"Un governo che metta in campo questa soluzione e si coordini con i Paesi nostri vicini perché mettano in campo soluzioni analoghe, può portare una fase di transizione in cui non si vanno ad aggredire gli interessi dei Paesi i nostri creditori, che sono stati salvaguardati dal comportamento della Banca Centrale Europea e della Commissione Europea - afferma ancora Zezza sul blog -. L'introduzione di monete fiscali in tutti i Paesi della zona euro, e soprattutto nei paesi della periferia sud, consentirebbe inoltre un cambio radicale di rotta, e cioè la fine della preoccupazione per l'austerità e per i vincoli fiscali sulle manovre del governo, e invece la capacità rinnovata di avere un piano di rilancio e di stabilizzazione di tutta l'area del Mediterraneo".

La proposta arriva a quattro giorni dalla presentazione alla stampa estera del Libro a 5 stelle dei cittadini per l’Europa, durante la quale Luigi Di Maioha ribadito l’intenzione del Movimento di istituire, una volta al governo, con una legge costituzionale, il referendum consultivo sull’euro.

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