L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 25 marzo 2017

Il Circo Mediatico trema, non riesce più a svolgere il suo ruolo di influenzare gli elettori



di LAURA FERRARI sabato 25 marzo 2017 - 16:45

La parabola di Marine Le Pen assomiglia sempre di più a quella di Donald Trump. Nelle redazioni dei giornali francesi circolano dei sondaggi segreti che danno in testa Marine Le Pen con un margine schiacciante rispetto a tutti gli altri candidati. A renderlo noto è un autorevole editorialista del quotidiano Le Figaro. Secondo Ivan Roufol, i sondaggi segreti sono ben diversi da quelli diffusi ogni giorno. La leader del Front national sarebbe in testa con il 34% dei voti, dunque almeno 8 punti in più rispetto al 26% di cui è accreditato il candidato moderato su cui puntano i poteri porto francesi, Emmanuel Macron.
Le Pen sottostimata nei sondaggi ufficiali come accadde per Trump

Esattamente come accade per il candidato Trump, i sondaggisti francesi sarebbero orientati a fornire un quadro ben diverso della situazione attuale. In questo quadro, va inserita una ricerca del mese di marzo realizzata da Ifop, il principale istituto di sondaggi francese. La rivelazione è sorprendente: tra i giovani il partito della Le Pen è il preferito da circa 4 giovani su 10. Infatti, nella fascia di età tra i 18 e i 24 anni, conquista il 39 per cento dei voti. Ben distante, con il 21 per cento, Macron mentre il gollista Francois Fillon conquista solo 9 giovani su 100. L’effetto Marine Le Pen sulla crescita esponenziale della destra transalpina è evidente: nel 2012 il Front national non raggiungeva neanche la metà dell’attuale consenso tra i ragazzi, fermandosi al 18 per cento.
Neanche Trump ha conquistato i giovani come fa Le Pen

In questo senso, il consenso per la Le Pen è ancora più impressionante di quello ottenuto da Donald Trump. L’attuale presidente americano non è riuscito a sfondare tra i giovani elettori Usa, che gli hanno preferito durante il periodo delle primarie, Bernie Sanders e per il voto decisivo Hillary Clinton. A questo va aggiunta la grande popolarità raggiunta sui Social network dalla candidata del Fn rispetto ai suoi avversari. Proprio la Rete fu decisiva per la vittoria di Trump, boicottato dai media ufficiali, portato al trionfo dall’elettorato comune. Un altro elemento che fa pendere decisamente la bilancia verso Marine Le Pen in vista delle presidenziali di aprile.

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