L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 27 marzo 2017

Immigrazione di Rimpiazzo - Il Movimento degli Stati Identitari vuole si una migrazione ma controllata e con regole, vedi i popoli canadei


Immigrazione, i canadesi con Trump

MAR 26, 2017 

Donald Trump e Justin Trudeau. Da una parte il neo-presidente Usa accusato di razzismo e xenofobia per le sue iniziative contro l’immigrazione; dall’altra “il simbolo dell’accoglienza”, l’affascinante premier canadese pro-rifugiati idolo dei progressisti di tutto il mondo, secondo la visione manichea che una certa narrazione ha imposto.Il bene e il male dunque, almeno per l’opinione pubblica liberal, pronti a sfidarsi su una questione delicata e complessa come quella dell’immigrazione. “Accogliere i rifugiati – ha spiegato più volte Trudeau – è un investimento per il Canada“.

Il sondaggio che boccia Trudeau

Il giovane premier, tuttavia, non ha fatto i conti con l’opinione dei suoi cittadini, che la pensano in larga misura come l’antagonista Trump. Secondo un sondaggio Ipsos diffuso da Reuters, il 48 per cento dei canadesi, infatti, vorrebbe rimandare indietro tutti gli immigrati illegali che entrano nel paese. La stessa percentuale è favorevole alla deportazione dei clandestini che vivono nel Paese, mentre solo il 35% degli intervistati guarda con favore alle politiche di Trudeau e si dichiara favorevole all’accoglienza. Si tratta di un clamoroso flop per tutta l’opinione pubblica che in queste settimane ha attaccato Trump sul tema. E il sentimento popolare espresso in maniera così marcata potrebbe imporre al premier canadese un parziale cambio di rotta nella strategia comunicativa.

La maggioranza è con Donald Trump

L’aumento del flusso di richiedenti asilo di origine africana e mediorientale proveniente dagli Stati Uniti sta diventando un tema molto dibattuto in Canada. Anche se per decenni l’immigrazione controllata e legale è stata promossa in maniera bipartisan nel Paese, Trudeau è sotto pressione per il flusso di clandestini che entrano in Canada. E ora la maggioranza dei cittadini si dichiara favorevole a quanto promosso da Donald Trump in materia. Negli Usa, nel frattempo, i risultati di un sondaggio analogo condotto sempre daReuters/Ipsos hanno dato il medesimo risultato, con il 50% dei cittadini favorevole “all’aumento delle deportazioni degli immigrati illegali”.
Numeri da record

Secondo Foreign Policy, l’immigrazione clandestina verso il Canada ha raggiunto numeri record. Nel corso del 2016, 1.222 immigrati senza documenti sono fuggiti dagli Stati Uniti e si sono diretti in Quebec, per un numero cinque volte superiore rispetto agli anni passati. Da gennaio ad oggi, inoltre, il trend non è affatto cambiato. E mentre il dibattito si scalda, le autorità canadesi insistono nel l’affermare che stanno difendendo le frontiere secondo le severe norme in materia di immigrazione clandestina. “Se la loro richiesta di asilo è irricevibile, iniziano immediatamente le procedure di espulsione” – ha dichiarato a Reuters Dan Brien, portavoce del Ministro della Pubblica sicurezza nazionale canadase.

Il Canada non accoglie in maniera indiscriminata

Al di là di una certa narrazione e delle dichiarazioni di accoglienza indiscriminata, il governo canadese ha mantenuto il tetto massimo di 300 mila immigrati per il 2017, che corrisponde all’1% della popolazione complessiva. Dimezzato, al contrario, il numero massimo di rifugiati da accogliere: dai 25 mila del 2017, ai 44 mila dello scorso anno, quando nel Paese arrivarono più di 25 mila profughi siriani. I numeri indicano una realtà ben diversa dalle dichiarazioni di facciata e dalle copertine patinate in voga nei salotti liberal.

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