L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 23 marzo 2017

La Strategia della Paura non arretra anzi più si avvicinano qualsiasi tipo di elezioni e più farà sentire il peso della sua presenza. La Paura deve incunearsi nella mente e nei cuori degli elettori

Attacco a Westminster
23 marzo 2017 


Cinque morti e 40 feriti. Nella serata di ieri la polizia di Londra ha diffuso il bilancio riveduto e ancora provvisorio, con un morto e venti feriti in più, di un pomeriggio di sangue nel cuore di Londra. Dopo aver colpito in tutta Europa, il terrore non ha risparmiato la capitale britannica: un uomo sui 40 anni – era circolato il nome di Trevor Brooks, noto come Abu Izzadeen, imam di Clapton e considerato un “predicatore d’odio”, noto all’intelligence del Regno sin dal 2006, ma l’identità è stata smentita – si è lanciato a tutta velocità con un Suv lungo il Westminster Bridge, travolgendo molte persone, per poi finire la sua corsa proprio davanti ad uno degli ingressi del Parlamento.

E’ uscito dal veicolo e, armato di coltello, ha colpito a morte un agente di polizia per cadere lui stesso sotto il fuoco di reazione dei poliziotti. Urla e panico tutto intorno, mentre scattava l’allarme rosso di Scotland Yard e venivano chiusi gli ingressi del palazzo della politica, e poco dopo i cancelli di Buckingham Palace con la regina al suo interno, la vicina metropolitana e perfino il London Eye, la ruota panoramica dall’altra parte del Tamigi, con la gente rimasta per quasi un’ora bloccata dentro le cabine. Decine le ambulanze accorse sul posto, mentre dal cielo le eliambulanze atterravano nel prato davanti a Westminster in una scena da prima linea.


Non c’è’ stato nulla da fare per una donna e due altre persone investite nella folle corsa della 4×4 che ha causato anche diversi feriti, fra cui tre agenti di polizia e altrettanti studenti francesi. Anche una giovane bolognese, L.P., 28 anni, che vive a Londra da 6 anni, è rimasta lievemente ferita. Medicate le escoriazioni in ospedale, è stata subito dimessa.

Fin da subito si è pensato ad un attacco terroristico e la conferma è arrivata rapidamente, da Scotland Yard, che aveva già attivato le misure per mettere in sicurezza la premier Theresa May all’interno del Parlamento, proprio nel giorno del Question Time. “Le sue guardie del corpo l’hanno portata via in pochi minuti”, ha raccontato il deputato conservatore Andrew Bridgen.

Messo in salvo il capo di governo è stato ordinato il ‘lockdown’ per Westminster, nessuno poteva entrare e uscire, con i deputati e i Lord che hanno atteso con pazienza che rientrasse l’allerta. Fuori, intanto, i soccorsi andavano avanti. “Ho visto ferite terribili, catastrofiche”, ha raccontato un giovane medico del St. Thomas Hospital, il più vicino al luogo dell’attacco.

Il deputato Tobias Ellwood, ex capitano delle forze speciali, che ha tentato, senza però riuscirci, di tenere in vita l’agente ferito a morte all’ingresso del Parlamento.

Mentre ha avuto più fortuna una donna che lanciatasi nel Tamigi dal Westminster Bridge è stata recuperata dai soccorsi. Nelle prime ore convulse si era parlato di due assalitori ma la Metropolitan Police ha poi escluso la presenza di un complice, affermando che un solo uomo sarebbe dietro l’azione terroristica. Torna quindi a colpire un ‘lone wolf’, un lupo solitario, come già accaduto di recente al mercato di Natale a Berlino.


E ancora una volta le ‘armi’ utilizzate sono di uso comune, un coltello da cucina, fotografato mentre il sospetto veniva soccorso dopo essere stato colpito dalla polizia, e un veicolo lanciato ad alta velocità. E molti ricordano il precedente di Michael Olumide Adebolajo e Michael Oluwatobi Adebowale, i due terroristi britannici di origini nigeriane che nel 2013 nel sud di Londra uccisero il soldato di Sua Maestà Lee Rigby con una mannaia, dopo averlo investito.

La Gran Bretagna ha cercato fin da subito di reagire al nuovo attacco nella ormai sua lunga storia di lotta al terrore. La premier May ha riunito il comitato di emergenza Cobra, sebbene l’allerta terrorismo per il momento resti al livello “grave”, secondo solo a quello “critico”. Il governo, tramite il ministro degli Interni Amber Rudd, ha espresso cordoglio per le vittime, ringraziato le forze dell’ordine e i soccorsi per il loro rapido intervento e ricordato l’impegno per mantenere la sicurezza del Paese.

E già domani il Parlamento si prepara a tornare al ‘business as usual’, annunciando su Twitter che Comuni e Lord si riuniranno nei “consueti orari”.

(con fonte il report di di Alessandro Carlini – ANSA)

Foto Reuters

Nessun commento:

Posta un commento