L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 18 marzo 2017

La Strategia della Paura sarà sempre più presente in Francia devono impedire la vittoria di Marine le Pen



di REDAZIONE sabato 18 marzo 2017 - 15:44

Si arroventa la campagna elettorale per le elezioni francesi: sono ufficialmente undici i candidati ammessi a partecipare alle elezioni presidenziali in Francia il prossimo 23 aprile. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio costituzionale Laurent Fabius dopo il completamento del processo di validazione degli elenchi dei parrainages, il sostegno di almeno 500 personalità elette a cariche pubbliche a cui è condizionata la candidatura all’Eliseo. Tre i candidati ammessi in extremis: Philippe Poutou (Nuovo partito anti capitalista), l’indipendente Jean Lassalle e Jacques Cheminade (Solidarietà e progresso). Gli altri sono: il candidato del centrodestra François Fillon, formalmente sotto inchiesta per i fondi versati a moglie e due figli per il loro lavoro di assistenti parlamentari, il candidato indipendente leader del movimento En Marche, l’ex ministro dell’economia Emmanuel Macron, candidato indipendente e oggetto di un’inchiesta preliminare, la leader del Fronte nazionale Marine Le Pen, a tutt’oggi favorita nei sondaggi, il candidato socialista Benoit Hamon, il leader del movimento La France Insoumise ed ex socialista Jean Luc Melanchon, Nicolas Dupont-Aignan (Debout la Republique), Nathalie Arthaud, alla guida di Lotta operaia, il sovranista François Asselineau, dell’Unione popolare repubblicana. Nel 2012, i candidati alle elezioni presidenziali erano stati dieci.
La Le Pen sempre saldamente in testa

Marine Le Pen resta in testa nelle intenzioni di voto dei francesi al primo turno delle elezioni presidenziali. Secondo un sondaggio condotto da OpinionWay-Orpi per Les Echos e Radio Classique, la leader del Fn avrebbe il 27% dei consensi, contro il 25% del candidato centrista Emmanuel Macron ed il 19% del candidato della destra François Fillon. Al quarto posto il socialista Benoit Hamon, fermo al 13%. Lo stesso sondaggio conferma però che Macron avrebbe vittoria facile sulla Le Pen al ballottaggio del 7 maggio, quando otterrebbe il 60% dei voti contro il 40% della leader dell’a destra. Come si accennava, la procura di Parigi ha aperto una inchiesta preliminare su un presunto favoritismo in relazione alla missione a Las Vegas del gennaio del 2016 di Emmanuel Macron, allora ministro dell’economia e ora candidato indipendente alle elezioni presidenziali. Un rapporto dell’Inspection generale des finances ipotizza il favoritismo nella scelta da parte di Business France, organizzatore dell’evento a Las Vegas del ministero, dell’organizzatore della manifestazione avvenuta senza gara pubblica.

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