L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 25 marzo 2017

La Strategia della Paura si realizza con le persone fisiche e queste possono essere individuate e perseguite

Terroristi e black bloc, un brutale Edward Luttwak: "Vi dico come farli fuori"


Terroristi e antagonisti black bloc, Edward Luttwak ha una soluzione per tutti. Intervistato dal Giornale dopo l'attentato di Londra, il politologo americano esperto di strategia militare colpisce duro i "nemici dell'Occidente" e spiega come neutralizzarli e perché, invece, continuano a colpire e seminare morte. "I servizi europei, con l'eccezione di quelli italiani, sono specializzati nella compilazione di dettagliate biografie, schedano i soggetti a rischio radicalizzazione lasciandoli però indisturbati sul territorio nazionale". "Dovrebbero arrestarli, se non è possibile deportarli altrove - propone Luttwak - oppure seguirli come la loro ombra e non di nascosto. Da oggi in poi sarai pedinato ovunque, in ogni momento, questo metodo funziona pure da dissuasivo: in molti, messi sotto sorveglianza ininterrotta, decidono di partire". Il concetto di fondo, forse non ancora chiaro a tutti i governanti europei, è che questi "fanatici drogati di dottrina islamica vogliono ammazzare, vanno presi sul serio". In questo senso, l'Italia appare più preparata: "In Italia non si sono registrati a oggi attentati per l'efficacia degli apparati. Gli agenti non si appassionano alle biografie ma agiscono con arresti ed espulsioni, senza attendere il morto".

Domani a Roma sono attesi scontri tra antagonisti e polizia per la cerimonia dei 60 anni dell'Unione europea. "I black bloc invece si autoidentificano come pericolosi e sovversivi, vanno in giro bardati e con armi contundenti, a Washington basterebbero poche autoblindo per neutralizzarli", taglia corto Luttwak, che riserva parole al miele per il ministro degli Interni Marco Minniti, che ha parlato di "sicurezza e libertà" in piazza. "Minniti ha acquisito negli anni una expertise in materia di sicurezza e contro-terrorismo, è un professionista che conosce il mestiere. Fa bene l'Italia a scegliere ogni tanto qualche ministro dotato di competenze specifiche".

Altrettanto essenziale, anche se ben più brutale e provocatorio, appare il presidente americano Donald Trump: "Adopera un linguaggio colorito per lanciare messaggi choc". Un esempio perfetto è stato l'incontro con Angela Merkel: "La cancelliera è entrata nello Studio ovale e con l'aria dell'insegnante che si rivolge all'allievo sciocco comincia a dispensare lezioni sul global warming, sul valore dell'accoglienza, sulla salute degli animali. A quel punto Trump prende la parola e spiega alla Germania che gli americani non possono pagare per la difesa tedesca. Fine dei giochi".

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