L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 25 marzo 2017

Libia - solo gli euroimbecilli italiani possono firmare un'accordo con al Sarraj che è osteggiato da Tobruk non ha nessuna base a Tripoli ed è sostenuto solo da paesi stranieri, i medesimi che hanno bombardato umanamente il popolo libico distruggendo il loro stato

Libia, Corte d’appello di Tripoli boccia l’accordo Gentiloni-Sarraj sui migranti


MONDO

Il ricorso porta la firma di un gruppo di giuristi, ex politici, intellettuali ed esponenti della società civile. Ora il memorandum firmato il 2 febbraio potrebbe essere carta straccia

di F. Q. | 24 marzo 2017

Il trattato firmato da Roma e Tripoli potrebbe essere carta straccia. La Corte d’appello di Tripoli ha dichiarato non valido ogni accordo sui migranti derivante dal memorandum d’intesa firmato da capo del Consiglio presidenziale Fayez Al Sarraj e il premier italiano Paolo Gentiloni il 2 febbraio. Non è tuttavia ancora chiaro in che modo la sentenza potrà influire sulla volontà dell’Unione Europea nel collaborare con il Consiglio presidenziale per fermare il flussi provenienti dalla Libia.

Il ricorso, scrive il Lybia Herald, porta la firma di un gruppo di giuristi, ex politici, intellettuali ed esponenti della società civile, tra cui l’ex ministro della Giustizia Salah Al Marghani e l’avvocatoAzza Maghur. Il loro obiettivo non era solo quello di opporsi alle linee guida contenute nel memorandum che prevedono il ritorno dei migranti in campi d’accoglienza allestiti in territorio libico, ma anche quello di contestare l’autorità di Sarraj nel firmare un accordo del genere in nome del Government of National Accord, il governo di unità nazionale. Questo perché secondo il Lybian Political Agreement, fino a che non avrà ricevuto la fiducia della Camera dei Rappresentanti che ha sede a Tobruk, il governo non ha validità legale.

La decisione della Corte d’appello bloccherebbe ogni futura intesa tra la Libia e l’Italia. Il giorno dopo la firma del memorandum a Roma, il 3 febbraio, il Consiglio europeo si riunì a Malta per un summit straordinario in cui si decise di stanziare 200 milioni di euro del Fondo per l’Africa per migliorare l’efficacia della Guardia costiera libica e le condizioni dei centri di accoglienza già esistenti in territorio libico. Il 19 marzo Sarraj è venuto a Roma per la la riunione dei ministri dell’Interno della rotta del Mediterraneo (Europa, Africa, con la presenza della Svizzera) presieduta da Marco Minniti e ha presentato richieste in mezzi e dotazioni per 800 milioni.

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