L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 15 marzo 2017

Lorenzo Bini Smaghi, deus machina del piano per far diventare ChiantiBanca il punto focale del Sistema massonico mafioso politico con dentro le funzioni di Banca Etruria e Monte dei Paschi di Siena

Claudio Borghi Aquilini (Lega Nord) su Chianti Banca: “Non permetteremo un altro Monte dei Paschi”

15 marzo 2017
by David Busato



Siena. Riceviamo e pubblichiamo :”Il Portavoce dell’Opposizione in Toscana e responsabile economico della Lega Nord, Claudio Borghi Aquilini, interviene a seguito delle notizie riguardanti Chianti Banca, l’istituto di credito presieduto da Lorenzo Bini Smaghi: “Andrea Bianchi ha lasciato pochi giorni fa la Direzione Generale di Chianti Banca ufficialmente per motivi professionali personali, ma è stato seguito a ruota da cinque consiglieri d’amministrazione dell’istituto. Al netto delle favole che dai palazzi del potere politico-finanziario continuano a raccontarci, la notizia non è del tutto sorprendente se si considera che alcune indiscrezioni di Banca d’Italia sembrano certificare una perdita di 80 milioni di euro per Chianti Banca.”

L’affondo di Claudio Borghi arriva al vertice dell’istituto di San Casciano: “Stiamo parlando di una banca cresciuta a dismisura in pochissimo tempo a seguito delle acquisizioni di varie BCC locali e di una parte della rete del Credito Fiorentino di Denis Verdini, che l’hanno portata a essere l’ottava Banca di Credito Cooperativo a livello nazionale. Poiché in questo Paese si fa presto a santificare fantomatici deus ex machina purché amici dei “Renzi” di turno – a loro volta prediletti dai poteri internazionali che stanno massacrando sistematicamente l’economia reale italiana – ieri in Aula consiliare ho manifestato la volontà perentoria di chiamare urgentemente all’audizione in Consiglio regionale della Toscana il Presidente di Chianti Banca, Lorenzo Bini Smaghi, un signore che qualcuno voleva alla Direzione generale di Bankitalia e che tuttavia pare ben lungi da essere quel risolutore dei problemi finanziari toscani quale molti avevano dipinto.

Abbiamo il dovere come opposizione e come rappresentanti degli Elettori – conclude il Consigliere regionale Borghi – di fare il possibile e anche l’impossibile per scongiurare un nuovo Monte dei Paschi, i cui enormi problemi hanno portato molti correntisti a spostare i risparmi proprio in Chianti Banca. Attendiamo che il Presidente Bini Smaghi si presenti in Aula consiliare regionale a rendere conto ai Cittadini del proprio operato e a descrivere la realtà a tutte le forze politiche, in modo che nessuno possa poi dire “non sapevamo, non c’eravamo”.

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