L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 23 marzo 2017

Marine le Pen vincerà sull'euroimbecille Macron, la prima offre soluzioni il secondo vuole continuare nella distruzione dei diritti sociali

Guido Petrangeli giornalista e blogger

Ma sui social Marine Le Pen si aggiudica il primo round delle presidenziali

Pubblicato: 21/03/2017 15:40 


Si è consumato ieri sera il primo duello tv tra i cinque principali candidati alle presidenziali francesi. Le elezioni d'oltralpe rappresentano un test fondamentale per conoscere il grado di maturità che hanno raggiunto i movimenti populisti antieuropeisti. Dopo Brexit e Trump è dunque Marine Le Pen a tenere con il fiato sospeso le principali cancellerie europee e le piazze finanziarie di tutto il mondo. Un eventuale vittoria della Le Pen, infatti, spalancherebbe le porte alla "Frexit", anticamera di un disgregamento dell'Unione Europea ormai non più visto come un tabù ma come una possibile conseguenza della forza dei movimenti populisti.

Gli istituti di sondaggi francesi registrano un sostanziale pareggio tra la leader del Fronte Nazionale ed il giovane outsider Emmanuel Macron. La situazione è sicuramente incerta ed instabile: una condizione che proietta il web verso un ruolo decisivo per determinare l'esito delle votazioni. Non a caso ieri il dibattito televisivo è stato in Francia il tema del giorno in rete, risultando a fine giornata l'argomento più cercato su Google (oltre 200mila ricerche) e più commentato su Twitter.

Nella giornata di lunedì #DebatTF1 è stato insieme a #leGrandDebat tra i primi 5 argomenti più discussi nella twitter-sfera francese. Durante la diretta del dibattito tv, con picchi superiori a 16mila tweet all'ora, #leGrandDebat e #DebatTF1 sono diventati gli hashtag su cui sono passati più messaggi. Il candidato più menzionato durante il confronto tv è stata Marine Le Pen: #worldformarine e #LePen sono state le parole chiave più utilizzate dagli utenti di twitter. Al secondo posto, un po' a sorpresa, troviamo Melenchon e Fillon. Dunque l'outsider Macron, accreditato dai sondaggi come l'anti Le Pen, non è riuscito ad imporsi su Twitter durante l'evento televisivo.

La leader del Fronte Nazionale è riuscita, durante questo importante confronto, a conquistare la piazza digitale di Twitter soprattutto in considerazione della sua maggiore popolarità. Grazie al suo imponente esercito digitale di 1,34 mln followers, la Le Pen è molto più seguita rispetto a Melenchon (1mln di follower), Macron (577mila), Fillon (461mila) e Hamon (348mila). Marine aveva già dato ampio sfoggio della sua capacità di coinvolgere la rete nel giorno del lancio della sua campagna elettorale. Durante la convention di Lione i principali slogan lanciati dal Fronte Nazionale invasero la rete risultando molto più virali di quelli usati da Macron che aprì nelle stesse ore e nella stessa città la sua candidatura all'Eliseo.

Il confronto tv è stato molto commentato anche su Facebook dove, anche qui, Marine ha sfruttato il suo livello di popolarità e di interattività con gli utenti per sbaragliare la concorrenza. Nella giornata del dibattito tv Marine Le Pen ha ottenuto un livello di engagement (commenti, condivisioni e like) pari a 318.164. Per capire quanto la leader antieuropeista sia in grado di calamitare l'attenzione degli utenti online basta confrontare il suo dato con quello di Macron che nelle stesse ore in cui andava in scena il dibattito ha ottenuto un livello di engagement pari a 51.155. Marine Le Pen con oltre 1.258.777 fan digitali si dimostra dunque la candidata all'Eliseo più popolare e influente su Facebook, seguita da Melenchon (709.130 fan), Fillon (311.377), Macron (228.398) e Hamon (148.107). Il duello tv consegna il primo round digitale a Marine Le Pen e a sorpresa ci dice che forse l'avversario più ostico per la populista d'oltralpe potrebbe essere il "rosso" Melenchon e non il centrista Macron.

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