L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 21 marzo 2017

Monte dei Paschi di Siena - con il tempo forse riusciremo a capire cosa stanno facendo

ECONOMIA E FINANZA
BANCHE/ La partita a 4 su Mps, Veneto Banca e Popolare di Vicenza

Carlo Pelanda
martedì 21 marzo 2017

La riparazione del sistema bancario ha superato la boa e ora potrà puntare al traguardo del suo completamento, senza il quale la ripresa economica resterebbe incerta. Fatti che indicano il superamento del rischio peggiore: interventi diretti dello Stato negli istituti che devono ricapitalizzare, tra cui Monte Paschi, così garantendo la loro continuità; successo della (mega)ricapitalizzazione privata di Unicredit; acquisizione da parte di Ubi di tre banche regionali commissariate; richiesta al governo da parte di Veneto Banca e Popolare di Vicenza di un intervento di ricapitalizzazione precauzionale, ecc. Quest’ultima è un’ottima notizia perché l’intervento precauzionale è ammesso dalle nuove regole europee solo per istituti che abbiano problemi non nell’operatività normale, ma nel caso teorico di crisi sistemiche tipo quella del 2008, cosa che indica una buona solidità normale delle due venete.

Il governo ha stanziato 20 miliardi per tali interventi precauzionali. Al momento sembrano sufficienti: circa 9 per Mps, attorno ai 5 per le due venete, congiuntamente, ecc. Ora vanno definiti i dettagli della ricapitalizzazione, in una partita a quattro: ministero dell’Economia, vigilanza della Bce, Commissione europea e azionisti privati. Per le due venete è importante ridurre la quantità del capitale da mettere a riserva per contenziosi legali con gli azionisti allo scopo di contenere la cifra della ricapitalizzazione statale. Poi c’è un tema collegato di rilievo: Il fondo Atlante, privato, è già intervenuto per salvare le due banche dal fallimento, mettendoci miliardi, e ora rischia una posizione troppo minoritaria, e de-valorizzante, quando entrerà l’azionista Stato.

In generale, il gioco avviene in un quadro di regole non chiaro perché il meccanismo precauzionale è la prima volta che viene applicato. Ciò sta provocando ambiguità e indecisioni negli attori/giocatori che stanno rallentando l’avvicinamento al traguardo, così generando nuove incertezze sia per gli istituti, sia per l’economia in generale. Come accelerare? Con più pragmatismo. Vigilanza Bce: definire un capitale precauzionale ragionevole e non irrealistico. Commissione: capire che gli interventi di Stato, se temporanei, non violano la concorrenza equa, ma la ripristinano per gli istituti coinvolti. Tesoro: trovare una formula di convergenza tra pubblico e privato che non penalizzi il secondo. Azionariato popolare: capire che di fronte al rischio di perdere tutto è razionale aderire a soluzioni che salvino qualcosa. Tutti: il tempo è il fattore chiave.

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